Creato dal direttore artistico della galleria PerForm Enrico Taddei Concept Studio è un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea: è appena nato e già propone una mostra concepita per l’occasione, un progetto curato dal critico genovese Elisabetta Rota. Protagonista della mostra l’artista Marina Brasili, figura emergente del panorama locale e non solo. Nel progetto A perfect world Brasili propone un grande emaki, un lungo foglio di carta ispirato ai rotoli illustrati dagli artisti giapponesi, che invade lo spazio espositivo. Tecnicamente l’artista si avvale di strumenti attuali, infatti l’emaki esposto è in questo caso un disegno elaborato al computer e plottato su carta per esterni, e successivamente dipinto ad acquerello e acrilico.
È un racconto che percorre le pareti, dipinto con uno stile analogo a quello dell’arte popolare giapponese per illustrare storie tradizionali, epiche o sentimentali. E il tema è attuale eppure antichissimo, ricorrente nella storia di oriente e occidente come una nemesi crudele: è l’impatto della guerra, e il suo rapporto con l’infanzia. Bambini in bilico tra gioco e violenza, come nelle elaborazioni digitali di vecchie foto di classe che completano il progetto: bambini soggetti e insieme oggetti passivi di ricordi stucchevoli, figure irreali, simboli docili congelati dal passare del tempo in una retorica d’infanzia perfetta, dolcissima, senza dolori né paure.
In contrasto con la guerra evocata dall’emaki, la guerra reale delle armi ma anche quella di realtà meno palesi ma altrettanto drammatiche, o di terrori celati come quelli simboleggiati dalla silhouette di un coniglietto che incombe nera, minacciosa sulla composizione. Dopo le zoomate feroci su dettagli del corpo e dopo le opere dedicate allo specifico femminile e al difficile passaggio dell’adolescenza, ancora una volta Marina Brasili affronta un tema controverso, complesso: giocando con i simboli, accanendosi contro le facili consolazioni del grazioso, ci porta in mondo forse terribile, certo misterioso e affascinante.
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