Carlo Morello è nato nel 1950 a Genova, dove vive e lavora. Dopo gli studi da architetto, ha sviluppato negli anni una raffinata ricerca artistica che si svolge lungo il fil rouge del rapporto tra i segni e la coscienza. Dalla pittura neo-espressionista degli esordi è approdato alla visione concettuale, ha raggiunto una raffinata sintesi figurativa che compone un linguaggio fortemente simbolico, dove ricorre il tema della casa come metafora del sé, come ideale alter ego, da mero contenitore di vite umane a contenuto stesso. Nel ’95, a proposito di un suo progetto, Merello scrive che ”nel linguaggio dei sogni “casa” è sinonimo di mente, di io: un mezzo di identificazione
Anche nella mostra, articolata nelle due sedi espositive della galleria Leonardi V-Idea e dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Genova, Merello sceglie le case. Facciate
Impronte di memoria comune consolidate in oggetti garbati, cartoline, foto di macerie di guerra che ne stemperano l’impatto di rabbia e paura nei graziosi motivi floreali sovrapposti e nelle volute antiquate delle date aggiunte in bella grafia. Sono proprio le date, la chiave di volta del percorso tracciato dall’artista genovese nella mostra: il luglio 2001, rinnovato con l’ostinata ripetitività di un mantra su ogni foto, a stabilire un legame sobrio eppure forte tra le immagini di Genova mutilata dai bombardamenti negli anni della seconda guerra mondiale e questa recente data simbolo, il G8, ricordo incancellabile di una nuova ferita.
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