Dallo Scirocco al Fohn è il titolo dato al progetto di cooperazione artistica fra alcune tra le più attive istituzioni culturali di Genova – il Museo di Villa Croce, l’Università degli Studi, il Goethe Institut, la Fondazione Cristoforo Colombo- e l’istituzione privata Aktionsforum Praterinsel di Monaco di Baviera.
Dall’incontro di questi due venti, assunti a metafora dell’incontro tra culture, e in questo caso simboli identificativi delle due città coinvolte, scaturisce un fertile confronto fra l’operatività di dieci artisti: i genovesi Simonetta Fadda, Francesco Arena, Mauro Ghiglione, Flex, Massimo Palazzi e i bavaresi Stephanie Peltz, Dany Paal, Edgard Lorenz, Alexander Timtschenco, Tobias Wittenborn , affini sia dal punto di vista generazionale sia per le analoghe modalità espressive, ed un tema di riflessione comune: il contesto spaziale e il patrimonio delle collezioni del museo di Villa Croce.
La mostra allestita al piano nobile e al piano mansarda del museo raccoglie i lavori degli artisti selezionati dal Comitato scientifico e presenta insieme alle opere degli artisti invitati le opere delle collezioni a cui si sono ispirati, proponendo la loro personale lettura dell’opera alla quale si sono raffrontati selezionandola per affinità o per contrasto.
Ne deriva uno stimolante dialogo, un discorso dell’arte sull’arte, un confronto ravvicinato tra la creatività di oggi e quella di un recente passato dove assonanze e diversità si mescolano nel rapportarsi all’opera d’arte, al suo linguaggio e alla sua leggibilità nel tempo.
Accanto a sintonie formali e concettuali come nel caso di Francesco Arena che presenta alcuni richiami all’opera di Claudio Costa o all’intervento di Simonetta Fadda al messaggio su Fluxus , convivono interventi dissacranti e ironici: le installazioni dell’artista monacense Stephanie Peltz sulle statue di Guido Galletti ne sono un esempio eclatante, quasi un utilizzo delle opere della collezione come objects trouvés da rivisitare; o ancora “traslitterazioni” come quella di Flex che assimila il procedimento fotografico alla gestualità del taglio di Fontana o come quella di Wittenborn che presenta la sua opera in una pura relazione spaziale con la sala di esposizione e che trasforma le pagine dei cataloghi del museo in un mare di carta su cui naviga un galeone fantasma.
La mostra sarà presentata a Monaco nella primavera del 2003 e sarà allestita negli spazi dell’Aktionsforum Praterinsel.
articoli correlati
The Fluxus Constellation a Villa Croce
Ultrapop a Villa Croce
Globe, giovani artisti a Villa Croce
Arte contemporanea genovese e ligure dal 1950 ai giorni nostri
link correlati
Museo Villa Croce
Aktionsforum Praterinsel
angelisa leonesio
mostra visitata il17 novembre
Il documento che sancì la nascita di Apple approda in asta come una reliquia del mito tecnologico americano. Lo firmarono…
Fino al 15 febbraio 2026 Triennale Milano presenta Ettore Sottsass. Mise en scène, che ripercorre la vita del grande intellettuale,…
Abbiamo documentato la grande manifestazione svoltasi a New York domenica scorsa, a seguito dell’uccisione di Renee Nicole Good da parte…
La sede di Farsettiarte a Cortina ospiterĂ Casa Italia, la casa degli atleti olimpionici che si apre al pubblico attraverso…
120mila biglietti, un solo vincitore e un’opera da museo: la lotteria internazionale che mette in palio un’opera autentica di Pablo…
Il ministero della cultura del Sudafrica ha sollevato accuse di ingerenze straniere che avrebbero motivato la decisione di escludere la…