Che senso d’angoscia, pensare all’acqua che perdiamo: che danno irrimediabile. Argomento caldo per l’ecologia ma anche per l’economia. E per l’arte contemporanea.
Claudia Schmacke (Witten, 1963) lavora con e sull’acqua da un decennio. Materiale affascinante, che lei declina in genere nei toni del verde, suggerendo la duplice valenza tossica e naturale, quasi selvaggia, di questo prezioso elemento. Nel marzo 2007 ha partecipato con Higgs Ocean a Rolli Contemporanei, un’iniziativa che ha festeggiato la nomina di questi palazzi storici genovesi a “Patrimonio dell’Umanità” dell’UNESCO. Il nome dell’installazione deriva da quello di un’ipotetica particella elementare, (il bosone di Higgs), prevista dal modello standard della fisica delle particelle, che è l’unica a non essere ancora stata osservata ma, secondo la teoria, avrebbe un ruolo fondamentale nel sistema. Nell’atrio del Palazzo De Marini-Croce, Schmacke ha posizionato dei sacchetti trasparenti con dentro acqua colorata da un pigmento utilizzato nella ricerca scientifica per mettere in evidenza le cellule. La sfumatura di verde e l’intensità del colore cambiavano a seconda dell’illuminazione, perché il litro e mezzo di soluzione reagisce alla luce naturale o a quella artificiale delle lampade di Wood diventando luminescente.
Oggi, in chiusura della sua seconda personale presso Rebecca Container, quei sacchetti sono diventati un multiplo numerato e firmato, messo in vendita per finanziare Legambiente e il suo progetto di sensibilizzazione su
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www.schmacke.net
annalisa rosso
mostra visitata il 12 maggio 2007
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