Categorie: Giro del mondo

Gli effetti dell’arte

di - 9 Dicembre 2015
Alcuni ricercatori dell’Università di Houston stanno studiando gli effetti dell’arte sul cervello per capire come la mente abbina le impressioni sensoriali con la memoria e l’emozione per dare forma a una valutazione estetica su un’opera. Gli studiosi hanno registrato l’attività celebrale di 431 visitatori di tre musei di Houston nella speranza di trovare un comune denominatore che possa offrire alcune direttive. Quel che è emerso è che le preferenze estetiche sono un fattore molto soggettivo. Nonostante questo dato gli esperti hanno carpito alcuni indizi che svelerebbero l’attivazione di un processo biochimico determinato.
Negli studi effettuati in questi anni da diverse istituzioni è emerso che la mente valuta un’opera molto rapidamente: il cervello impiega dai 200 ai 330 millisecondi per emettere un giudizio, il tempo di un flash di una macchina fotografica. Altre ricerche hanno dimostrato che l’arte attiva la trasmissione sinaptica a livello emozionale, ma che ogni impulso sensoriale è influenzato dalle aspettative ed esperienze individuali. Generalmente, per esempio, le persone valutano l’arte astratta più attraente se sanno che viene da un museo e non che è stata creata da un computer.
Nei suoi studi Edward Vessel dell’Università di New York ha scoperto alcune connessioni neurali che ricorrono in quasi tutte le persone testate. Le opere più potenti e più coinvolgenti attivano una regione della corteccia frontale che scatena pensieri introspettivi, come anche una parte della mente solitamente utilizzata per questioni più superficiali. La particolarità sta nel fatto che le due aree nella norma non si attivano simultaneamente, mentre davanti a un’opera d’arte particolarmente toccante tale processo si verifica in quasi tutte le persone testate. (Giulia Testa)

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