Categorie: Giro del mondo

Progetto per una casa–museo in Cisgiordania |

di - 25 Maggio 2017
L’artista e produttrice cinematografica palestinese Emily Jacir ha recentemente lanciato una campagna di crowdfunding per trasformare la sua storica casa di famiglia in uno spazio espositivo per la comunità della Cisgiordania.
Il lavoro della Jacir abbraccia moltissimi campi tra cui la fotografia, le performance, le installazioni e i film, tanto che il progetto del nuovo centro d’arte sarà incentrato sull’arte visiva e sul cinema stesso. La sua idea è quella di riuscire ad esporre testi e fotografie di una rarissima collezione riguardanti l’impero ottomano del XIX e XX secolo. Il centro artistico sarà un luogo in cui diverse culture e storia potranno incontrarsi, consentendo la creazione di nuovi stimoli ed opere d’arte: il progetto prevede infatti la collaborazione dell’Università di Betlemme e del gruppo Alrowwad, un’organizzazione registrata senza scopo di lucro nell’agosto del 2003 presente nel campo di Aida, che spesso offre i propri servizi anche ai rifugiati del vicino campo di Beit Jibrin.
Il nuovo centro d’arte nascerà all’interno dell’antica casa di famiglia di Emily che fu costruita attorno al 1890 da un suo ricco bisnonno di Betlemme. L’abitazione si trova vicino alla barriera con la West Bank (Gisgiordania), proprio sul confine israelo- palestinese. L’artista non nasconde di trovare ambizioso ed utopistico il suo progetto dal momento che si trova in un paese sotto occupazione ed al confine con gli altri in guerra, ma aggiunge anche che l’edificio, ormai parte integrante del tessuto della città, è la dimostrazione di come si possa sopravvivere alle tumultuose storie di guerre ed occupazioni della Palestina, divenendo simbolo di un ponte tra il loro passato ed il loro futuro.
La vincitrice del Leone d’Oro nell’ottobre del 2007 come artista under 40, ha finora raccolto 23,099 dollari, poco più della metà necessaria per poter finanziare l’iniziativa e portare a termine i lavori dell’impianto idraulico, del restauro del tetto e più in generale per trasformare la casa in uno spazio espositivo con archivi pubblici che siano accessibili. Se i lavori procederanno con questo zelo, a settembre il centro d’arte sarà pronto. (Giulia Pavesi)
Fonte: Artnet

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