Categorie: Giro del mondo

Putin e lo “specchio”

di - 3 Agosto 2018
Potrebbe essere il primo caso, da parte delle autorità russe, nell’ordinare la distruzione di un’opera d’arte specifica. Un tribunale di San Pietroburgo sta infatti vagliando un appello da parte di una serie di artisti e attivisti sul caso di un’opera d’arte che mostra la disintegrazione di una foto del presidente Vladimir Putin.
La stampa è stata sequestrata come “bottino” di una manifestazione la scorsa primavera, si intitola – in italiano – “9 tappe nella decomposizione del leader”, e attraverso nove immagini digitali in time-lapse si mostrano un ritratto ufficiale del presidente russo Putin su una scatola di semi, e ogni immagine documenta la progressiva disintegrazione del ritratto, fino a diventare concime per erba. La proprietaria è Varya Mikhailova, e l’opera è firmata dal collettivo Rodina.
Il lavoro creato dal gruppo è una metafora nell’evoluzione politica della Russia. “Questa azione è un’espressione di speranza per un lento ma inevitabile cambiamento della situazione dal basso – attraverso una moltitudine di “piccole azioni”, hanno riportato i dissidenti a Hyperallergic.
“Riflette lo spirito basso e la malattia fino alla morte così caratteristici della società russa negli ultimi anni: non c’è nessuna rivoluzione da attendere, e la speranza per il cambiamento non è più associata agli atti umani”.
La particolare stampa ora in custodia era stata venduta all’asta nel 2017 per sostenere uno spazio di attivisti proprio a San Pietroburgo. Il primo proprietario lo mise in una cornice, e poi lo vendette per la stessa causa alcuni mesi dopo, comprato da Mikhailova.
Un ottimo motivo per portare in tribunale anche un’idea di come “funzioni” la censura nel Paese Sovietico, mentre Putin continua la sua battaglia per la sua immagine. Servisse a qualcosa!

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  • Debbo far presente all'articolista che l'URSS si è dissolta nel 1991 ,parlare di paese sovietico si può fare per la Cina.

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