Categorie: Giro del mondo

Un Warhol nel dimenticatoio?

di - 27 Luglio 2017
Una versione in rosso di Little Elettric Chair arrotolata e dimenticata per quarant’anni nel magazzino della star dello shock rock americano, Alice Cooper. Fu realizzata nella prima metà degli anni Sessanta e fa parte della serie Death and Disaster di Andy, a quel tempo non ancora Warhol. Un’opera che Alice Cooper avrebbe ricevuto come regalo dalla fidanzata di allora, Cindy Lang, la quale conosceva bene il gusto macabro e horror-gotico del rocker. Non troppo lontano dalla raccapricciante passione di Warhol per le immagini ritagliate della cronaca nera dei giornali. Istantanee in bianco e nero di incidenti aerei, automobilistici e suicidi che hanno dato vita alla criticata serie “morte e disastro”, le cui opere ora si vendono da sole. Ghigliottine, sedie elettriche, boa (veri) e patiboli per l’impiccagione sono stati i protagonisti, invece, degli spettacolari concerti della rock star, che continua a sorprendere ancora oggi. Salendo e scendendo i palchi di tutto il mondo (a novembre si esibirà all’Alcatraz di Milano), la sua figura da rockstar americana non si è mai limitata ad una caricatura horror dagli occhi impregnati di trucco. Cooper è stato un coraggioso innovatore nella scena musicale e, prima di tutto, dissacratore del perbenismo borghese americano con le note hard rock e heavy metal dei suoi album. Durante la sua vita tumultuosa, segnata dall’alcolismo, ebbe a che fare con giganti del mondo dello spettacolo dell’arte, tra cui il padre della pop art, Andy Warhol. Il primo incontro tra i due? Al Max’s Kansas city, popolare night club della Grande Mela degli anni ’70, e punto di ritrovo storico per musicisti e artisti. Un’amicizia che potrebbe ora rivelarsi assai redditizia. La stessa serigrafia della sedia elettrica ritrovata da Cooper, solo che in verde, è stata venduta nel novembre del 2015 per 11,6 milioni di dollari. Una cifra da capogiro, rispetto ai 2.500 dollari per cui la fidanzata Cindy Lang si aggiudicò al tempo il prezioso capolavoro, per quarant’anni finito nel dimenticatoio. Chissà se ora la rock star lo appenderà finalmente sulle pareti di casa propria. (Gaia Tirone)

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