Categorie: Il fatto

Charlie fa sci

di - 24 Gennaio 2017
Partiamo da un paio di punti fissi: Charlie Hebdo non è un giornale umoristico. Chi pensa che le vignette pubblicate dal settimanale francese siano fatte per “far ridere” prende una bella cantonata. Doveva essere piuttosto chiaro, visto che i suoi redattori – un paio d’anni fa – i disegni li hanno pagati con il piombo addosso.
La satira, quella vera, è un’irrisione molto spesso cruda e violenta, senza sconti. Quella che tanti oggi confondono con “satira” è imitazione, è il vecchio “Bagaglino”, è comicità più o meno raffinata, è gag. La satira molto spesso fa arrabbiare: vi ricordate i casi di Sabina Guzzanti? E la sospensione di Daniele Luttazzi? Perfino la criminologa Roberta Bruzzone si guardò bene dall’applaudire la comica-imitatrice-attrice Virginia Raffaele che la impersonava mettendone in risalto i tratti più marcati. La satira, quando ti coinvolge, non fa molto ridere.
Nelle ultime ore Charlie Hebdo fa scandalo di nuovo perché ritrae la morte sotto le vesti di nera signora a bordo di un paio di sci che scende da una montagna bianca con un cielo rosso sangue sullo sfondo. Ma perché ce la prendiamo tanto? Davvero non abbiamo altri argomenti sulla vicenda se non quello del sentirci offesi, derisi? E tutti a gridare allo scandalo, da Salvini in giù, quando ancora sui media italiani si cercano colpe, tra allarmi sottovalutati e affini. Questa realtà invece non è scandalosa?
E a quelli che dicono “Noi siamo stati Charlie e loro non sono Rigopiano”? Ricordate cosa misero in copertina il 15 gennaio 2015, una settimana dopo l’attentato? C’era il profeta Maometto, e la didascalia era “Tout est perdonné”, Tutto è perdonato.
Qui non si tratta di perdonare, ma solo di continuare a lavorare e sperare di trovare qualcun altro di vivo sotto la neve e le macerie, senza disperdere energie in comodi j’accuse che dicono “noi poveri, loro bastardi” contro il giornale più irriverente, e spesso crudele, d’Europa.
Perché in fondo Charlie è Charlie, e va bene così. Anche questa è libertà. E in fin dei conti Charlie, con le sue vignette, si è solo scavato la fossa da solo. O vi piace solo quando offende gli islamici cattivi, il Papa o Donald Trump? (MB)

Visualizza commenti

  • Articolo ineccepibile. Una sola osservazione a latere: c'è la neve e sotto un bel po' di gente per ragioni da chiarire. C'è parecchia gente impegnata: una parte pericolosamente esposta nel tentativo di salvare qualcuno, altra che produce vignette. Due modi per guadagnarsi da vivere: c'est la vie.

Articoli recenti

  • Cinema

In “No Other Choice”, Park Chan-wook rimescola tutti i generi del cinema

É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…

18 Gennaio 2026 15:40
  • Arte contemporanea

Biennale 2026, il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterĂ  il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #188, altre forme di identitĂ  culturali e pubbliche: Idan Barazani

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identitĂ  visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

18 Gennaio 2026 9:30
  • Mostre

Luigi Voltolina a Venezia: la pittura come epifania

A Palazzetto Tito, fino al 15 febbraio 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica una mostra monografica a Luigi Voltolina,…

18 Gennaio 2026 0:02
  • Moda

All’origine dello stile: il disegno di Giorgio Armani in mostra a Parma

All’Abbazia di Valserena, a Parma, una selezione di materiali d’archivio restituisce gli anni formativi del linguaggio di Giorgio Armani attraverso…

17 Gennaio 2026 19:25
  • Mercato

Il nuovo corso dell’arte digitale, tra mercato e istituzioni

Aste, fiere e musei: così Beeple, Tyler Hobbs e Larva Labs raccontano l’evoluzione dei nuovi media nel sistema dell’arte

17 Gennaio 2026 19:14