Categorie: in fumo

in fumo_illustrati | Tutte le stanze di Mattotti

di - 16 Febbraio 2011
Due prodotti complementari. Due
opere uguali ma diverse. Da conservare, guardare e analizzare in tutte le
declinazioni possibili. Sono le stanze degli amanti di Lorenzo Mattotti,
riproposte dalle edizioni Logos in due raffinati contenitori.

Il primo rappresenta per certi
versi la genesi di un processo creativo che i puristi potranno giudicare
discontinuo. Perché apparentemente non c’è una storia. Né un prologo né un
epilogo. Ci sono però i frammenti dell’intimità e parte di quelle sensazioni
che solo una coppia può vivere, leggere e interpretare. Ci sono gli attimi di
attesa, l’avvicinamento, il contatto, il pensiero, la riflessione, il dubbio,
l’eccitazione. E l’amore, prima e dopo. C’è il bacio.

Ecco, questo piccolo albo di
dieci centimetri per ventuno è l’esatta riproduzione di un quaderno di disegni
realizzati a matita. I soggetti sono loro: un uomo e una donna i cui corpi si
muovono e si collocano fluidi in uno spazio identificabile con La stanza.
In lavori come questi non si ha – né si può avere – la pretesa di riconoscere
per forza una storia. Se apprezziamo volumi così fatti è perché ripropongono
istantanee della creatività di un artista come Mattotti, che nell’illustrazione
riesce sempre a esprimere quell’unicità che va al di là dello stile tanto
riconoscibile.

A questo piccolo volume, che
assomiglia a una sorta di backstage creativo, segue il cartonato Stanze.
Nato come il catalogo di una mostra, il volume racchiude l’evoluzione di questi
due amanti. Le cui emozioni non sono più legate esclusivamente alla posizione dei
loro corpi. No, qua interviene la tecnica. Ogni capitolo è infatti suddiviso in
base ai materiali utilizzati: incisioni a punta secca, pastelli, carboncini,
acrilici su tela, chine e inchiostri su carta nepalese. La tecnica interviene
quindi sulle interpretazioni delle prospettive, mentre il simbolismo dei colori
fa il resto.


“È proprio quello il
fascino”
, ci spiega dal suo atelier parigino Lorenzo Mattotti,
colui che è stato tra i fondatori del gruppo Valvoline e che oggi realizza illustrazioni, fra gli altri, per The
New Yorker
, Le Monde,
Das Magazin
, Suddeutsche Zeitung, Nouvel Observateur. “Vede, Stanze è un tipo di
lavoro che non è stato comandato da nessuno. Tutto ha inizio dai miei personali
interessi. Tutto inizia con quel taccuino che è stato stampato così com’era. Il
tema mi sembrava particolarmente ricco e affascinante, così l’ho sviluppato a
poco a poco utilizzando altri tipi di tecnica”
. Del resto, come
abbiamo già avuto modo di dire, ogni tecnica contribuisce a creare
un’atmosfera: “Certe emozioni emergono solo col carboncino, altre sono
suscitate dall’uso dell’inchiostro su carta nepalese. Così ogni declinazione si
arricchisce e diventa particolare”
, prosegue Mattotti.

Questa storia senza storia,
così illustrata, sul piano della comunicazione sembra universalmente
comprensibile. Non solo non ci sono balloon o didascalie, ma i volumi si
presentano senza testi introduttivi e saggi critici. Che, seppur ben fatti, a
volte sono perfino troppo invadenti o condizionanti. Per tutte queste caratteristiche,
il livello di penetrazione si alza e si estende. Ma cosa ne pensa Mattotti? “Quando
si trova un soggetto forte e profondo, be’, si capisce subito. Quanto arriva?
Difficile capirlo. Posso dire che quando disegno con libertà, senza
commissioni, ho la sensazioni che il mio lavoro penetri ancora di più nel
pubblico. Forse non si generano quelle distanze e quei veli creati dal
committente. Si sente un’energia diversa e c’è più interesse. Questo lo si
legge. E la gente lo capisce”
.


Che il pubblico, come spesso
capita, sia quindi sottovalutato? “Io sono uno che rischia
abbastanza”
, risponde Mattotti. “Anche se devo ammettere che
l’illustrazione, in Italia, è usata pochissimo per impattare col pubblico. Le
copertine disegnate, ad esempio, sono rarissime. Ma se gli si tocca delle
corde, il pubblico è capace di capire subito. Tutto sta però nella ricchezza
del messaggio. Se questo è stratificato e se ha la giusta profondità, beh,
allora penetra nella gente e l’arricchisce. Nello sguardo delle persone ho
sempre avuto fiducia. Il problema, semmai, è fargli vedere il messaggio. Perché
è davvero raro che si parli della lettura delle immagini”.

articoli correlati

Lorenzo
Mattotti a Venezia

Lorenzo
Mattotti. Segni e colori

La
Divina Commedia. Lorenzo Mattotti, Milton Glaser e Moebius

gianluca testa


Lorenzo Mattotti – La
Stanza

Logos Books, Modena 2010

Pagg. 176, € 12

ISBN 9788857601281

Lorenzo Mattotti – Stanze

Logos Books, Modena 2010

Pagg. 208, € 35

ISBN 9788857601267

Info: la scheda dell’editore

[exibart]

Articoli recenti

  • Opening

Verso le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026 con la Cortina di Stelle di Fulvio Morella

Inaugura oggi, e proseguirà fino al prossimo 5 aprile “Cortina di Stelle, la mostra multisensoriale personale di Fulvio Morella pensata…

3 Gennaio 2026 0:02
  • Attualità

Capodanno a Mar-a-Lago: Donald Trump si improvvisa battitore d’asta

Durante la festa di Capodanno nella sua residenza a Mar-a-Lago, Donald Trump ha indossato le vesti di battitore d’asta e…

2 Gennaio 2026 17:58
  • Mostre

La matematica dell’eccesso. Andrea Pazienza al MAXXI L’Aquila

Nel settantesimo anniversario del celebre disegnatore, il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo celebra uno dei protagonisti più…

2 Gennaio 2026 17:00
  • Arte moderna

La storia di Matisse e Marguerite in 61 opere donate al museo MAM di Parigi

Il Musée d’Art Moderne di Parigi ha ricevuto una donazione storica di 61 opere di Henri Matisse, dedicate in gran…

2 Gennaio 2026 16:39
  • Mercato

Dentro l’asta. Sankthansnatt (Midsummer Night) di Edvard Munch

Una rassegna di alcuni lotti chiave del 2025, tra grandi maestri e artisti emergenti. Ecco il caso di “Sankthansnatt”, dove…

2 Gennaio 2026 15:47
  • Attualità

L’arte fa bene alla salute: lo dimostra un nuovo studio, partendo dall’epidemiologia

Partendo da un amplissimo set di dati raccolti per fini epidemiologici, un recente studio pubblicato dalla ricercatrice Daisy Fancourt dimostra…

2 Gennaio 2026 12:48