La creatività in quarantena: Autocertificazioni Illustrate su Instagram

di e - 3 Aprile 2020

Per motivare le ragioni di uscita dalla propria abitazione, in questi mesi si è reso necessario un nuovo documento: l’autocertificazione. Decreto dopo decreto, l’autocertificazione è stata continuamente aggiornata, e coloro che avevano già stampato l’edizione precedente, non potevano fare altro che sostituirla con l’ultima versione. Ma che cosa farne, di tutta questa carta straccia che si accumula in casa? Non è piacevole dover buttar via un foglio inutilizzato. E allora perché non provare la soluzione alternativa di disegnarci sopra? “Autocertificazioni illustrate” è il nome della pagina Instagram che lancia proprio questa sfida.

I moduli di autocertificazione in bianco e nero sono rielaborati in modo creativo con coloratissime illustrazioni, disegni e collages. Il progetto, ideato da due artisti romani, è aperto a chiunque voglia trasformare questo documento in un pezzo unico, una piccola opera d’arte formato A4. L’iniziativa sta riscuotendo un grande successo, e nel giro di poco tempo ha già raccolto centinaia di immagini e oltre 4mila followers.

Banana su autocertificazione, tecnica mista @susanna.gianni (courtesy @autocertificazioni_illustrate)

Alle origini dell’iniziativa

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con gli ideatori di @autocertificazioni_illustrate, per saperne qualcosa in più. Sono Federico Russo, illustratore e artista, e Matteo Brogi, art director presso lo Studio Polpo di Roma e urban artist. Due amici, uniti dalla passione per l’arte e il disegno.

«Una mattina Federico mi ha mandato un modello di autocertificazione con sopra disegnata la spesa che aveva appena fatto al supermercato. Mi ha fatto sorridere. Allo stesso tempo ho trovato la sua illustrazione molto bella», spiega Matteo. «Ho pensato che sarebbe stato interessante proporre a tutti di rielaborare in chiave illustrata questo pezzo di carta burocratica che, in qualche modo, sta segnando il triste momento che stiamo vivendo. L’ho subito chiamato per proporgli di aprire insieme un canale social, per raccogliere le autocertificazioni disegnate». La mattina dopo la pagina era online.

In poco più di una settimana, il profilo Instagram ha acquisito popolarità, e tantissime persone hanno aderito all’iniziativa. Disegno dopo disegno, si compone un originale archivio di memoria storica di questo periodo difficile, rielaborando in chiave creativa un pezzo di burocrazia «che speriamo di non dover usare mai più in futuro», aggiunge Matteo. Essendo un’iniziativa aperta a chiunque voglia mettere in gioco la propria creatività, la loro idea offre la possibilità di dare libero sfogo alla propria fantasia, in un progetto unico e condiviso.

ESCI AD APRILE, tecnica mista, Lucangelo Bracci (courtesy: Instagram – Autocertificazioni illustrate)

Partecipare a Autocertificazioni Illustrate su Instagram

Partecipare è molto semplice. Basta inviare un messaggio sulla pagina Instagram, specificando il titolo della propria opera personale e la tecnica utilizzata. Piena libertà di espressione: colori, biro, ritagli di giornale, pittura, lavori digitali. L’unica regola è che non ci sono regole. «Il riscontro è stato inaspettato», dichiara Federico. «Sin da subito abbiamo ricevuto tantissimi disegni. Giorno per giorno le adesioni crescono e non è facile stare dietro a tutte le richieste che ci arrivano, ma cerchiamo di pubblicare tutte le opere, tra post e stories. Continuate a mandarcele!».

Ci sono i lavori di illustratori, artisti, graphic designer, street artist, ma anche molte persone che hanno semplicemente voglia di passare il tempo, allentando la tensione con una prova creativa. «Ci sono arrivati anche molti messaggi di ringraziamento per l’iniziativa. Le persone ci dicono che regaliamo un momento di distrazione dalla tragedia che stiamo vivendo. Questa cosa è bellissima!», conferma Matteo.

E non finisce qui. Federico rilancia il progetto nel futuro: «Una volta tornati alla normalità, ci piacerebbe organizzare una mostra con una selezione delle “opere-autocertificazioni”. Potremmo devolvere l’eventuale ricavato a uno o più enti e ospedali impegnati nell’emergenza Covid-19 e nella ricerca. Ovviamente bisognerà vedere chi, tra le persone coinvolte, vorrà prendere parte a questa iniziativa, donando il proprio lavoro al progetto». Nel frattempo, la loro piccola galleria personale si può trovare online.

Autocertificazioni Illustrate

Amore esco devo pisciare, Tecnica mista, @matbrogi (courtesy: Instagram – Autocertificazioni Illustrate)
Ansietta, pantoni su autocertificazione, @federico_ruxo
(courtesy: autocertificazioni_illustrate)
Comprovate Esigenze Lavorative, Collage su autocertificazione, di Lello e Ofelia (courtesy:@autocertificazioni_illustrate)
La balena che voleva incontrare il papa, Tecnica mista su stampa di Piranesi_@federico_ruxo (courtesy: @autocertificazioni_illustrate)
Mica ho capito, arte digitale, @a.s.trologo (courtesy: @autocertificazioni_illustrate)
Onda verde, arte digitale, @titti_fruhwirth_illustration (courtesy: @autocertificazioni_illustrate)
Questi non sono i droidi che state cercando, Penna bic su autocertificazione, @stabilocarms (courtesy:@autocertificazioni_illustrate)
Voglio andare al parco,tecnica mista, @matbrogi (courtesy:@autocertificazioni _illustrate)
Autorizzazione presidenziale, spray su autocertificazione, @ar_krayon (courtesy: @autocertificazioni illustrate)

Laureata in storia dell’arte con specializzazione in ambito contemporaneo all’Università La Sapienza di Roma. Durante la sua formazione ha studiato presso l’Universidad de Sevilla e Université Paris Sorbonne IV. I suoi studi si sono concentrati sull’arte andalusa contemporanea, sull’arte contemporanea femminile e gender studies. Ha svolto ricerche nell’archivio parigino AWARE, Archives of Women Artists, Research and Exhibitions, un'associazione co-fondata nel 2014 e diretta dalla celebre curatrice Camille Morineau. Tra il 2014 e il 2016 ha scritto per The Walkman Magazine e dal 2019 collabora con Exibart. In questi anni si è occupata di progetti di curatela come assistente di galleria e ha partecipato al Workshop Narrare per immagini al MAXXI e al progetto I had a dream, organizzato nel 2018 dalla Moleskine Foundation, insieme al curatore Simon Njami presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma.

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