Uno sfondo per Zoom: dai capolavori del Getty agli scenari di Miyazaki

di - 25 Aprile 2020

Se lo sfondo di una video chat di Zoom – applicazione che ha fatto il boom di accessi durante questa emergenza Covid-19 – fosse un capolavoro della storia dell’arte o un cartone animato di Miyazaki? In questo periodo di confinamento per coronavirus tutto ciò che sembrava improbabile nel mondo virtuale, ora risulta possibile. Da qualche tempo il Getty Museum e lo Studio Ghibli hanno messo a disposizione gratuitamente le immagini delle proprie opere, che possiamo utilizzare come più preferiamo, anche come background delle nostre conversazioni.

La piattaforma Zoom consente di utilizzare sfondi con immagini predefinite o impostate da noi. Lo scenario scelto si sostituisce a quello dietro le nostre spalle, dando l’idea di non stare a casa propria ma di essere protagonisti di un quadro. Così, le videoconferenze di lavoro o di studio non saranno più piatte e anonime ma arricchite di creatività.
Questa opzione può stimolare l’immaginazione o assecondare la discrezione, rivelandosi un’ottima soluzione per mantenere la privacy sul proprio ambiente domestico.

Uno sfondo dalla collezione Getty per il nostro Zoom

Il programma Open Content della collezione Getty include oltre 100mila immagini scaricabili tramite la sezione Getty Search Gateway o le pagine web della Collezione del Museo. Qui è possibile cercare un’opera o filtrare la ricerca in base all’autore, i temi, il luogo e altri dettagli. Una volta scelta l’immagine si può scaricare a dimensione presentazione, presentation size, 1280 x 720 pixel. Dopo questi passaggi il capolavoro è pronto per essere caricato come sfondo personalizzato su Zoom. La vesta gamma di scelta include gli Iris di Van Gogh, le nature morte di Cézanne, opere di artisti come Rembrandt, Degas, Gauguin e molti altri.
Ancora una volta un museo arriva nelle nostre case, anche se in modo virtuale e alternativo, arricchisce le nostre chiacchierate e permette di entrare in contatto con una delle collezioni d’arte più celebri del mondo.

Un esempio di come usare lo sfondo su zoom: Larisa Grollemond, assistant curator dei manoscritti del Getty, ha scelto quello del maestro di Jacques del Lussemburgo, particolare di San Giovanni a Patmos, 1466-1470 circa

Gli scenari fantastici dello studio Ghibli

Lo stesso gioco di fantasia che fonde mondo digitale e arte è proposto dallo Studio Ghibli.
Da qualche tempo gli scenari dei film più popolari dell’animazione giapponese, sono disponibili online. Chi non ha visto un film di Hayao Miazaki senza immaginare di entrare in quel suo mondo fantastico?
Per incentivare l’immedesimazione del pubblico nei suoi capolavori, lo Studio Ghibli nel 2001 ha aperto un museo fuori Tokyo e aveva in programma di inaugurare un parco di divertimenti vicino Nagoya. Ma in questo momento in cui tutto è in standby, diversi progetti sono slittati, come anche la produzione del nuovo film di Miazaki Kimi-tachi wa Dō Ikiru, Voi come vivete?. Durante questi mesi i fan hanno però trovato ristoro nella possibilità di rivedere i film su Netlfix, mentre ora il sito offre otto wallpaper da scaricare.
La maggior parte degli scenari è vuota proprio come le nostre strade.

In attesa di ripopolare il nostro mondo, lo studio Ghibli ci propone di far parte di un mondo incantato. Lo fa con i ciliegi in fiore de La principessa Splendente, l’universo sotterraneo di Arrietty, la boutique di Sophie Hatter del Castello errante di Howl. Facendoci sentire parte di capolavori mentre aspettiamo di riprendere parte alle nostre vite.

Per seguire tutte le altre iniziative di #iorestoacasa, potete dare un’occhiata qui.

Laureata in storia dell’arte con specializzazione in ambito contemporaneo all’Università La Sapienza di Roma. Durante la sua formazione ha studiato presso l’Universidad de Sevilla e Université Paris Sorbonne IV. I suoi studi si sono concentrati sull’arte andalusa contemporanea, sull’arte contemporanea femminile e gender studies. Ha svolto ricerche nell’archivio parigino AWARE, Archives of Women Artists, Research and Exhibitions, un'associazione co-fondata nel 2014 e diretta dalla celebre curatrice Camille Morineau. Tra il 2014 e il 2016 ha scritto per The Walkman Magazine e dal 2019 collabora con Exibart. In questi anni si è occupata di progetti di curatela come assistente di galleria e ha partecipato al Workshop Narrare per immagini al MAXXI e al progetto I had a dream, organizzato nel 2018 dalla Moleskine Foundation, insieme al curatore Simon Njami presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma.

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