Categorie: La foto

L’Italia attraverso gli scatti dell’archivio del CRAF

di - 30 Giugno 2017
10 mostre in 7 diverse sedi, dove saranno esposti i lavori di più di 30 fotografi. Stiamo parlando del fitto programma di esposizioni organizzate dal CRAF, (Centro Ricerca e Archiviazione della Fotografia) organismo dedicato alla ricerca, riproduzione, studio, catalogazione, archiviazione del patrimonio fotografico del territorio. Si inizia il 1 luglio con il doppio appuntamento a Palazzo Tadea a Spilimbergo con l’intramontabile Letizia Battaglia e i  ritratti di personaggi del mondo dello spettacolo firmati Mattia Balsamini, attualmente insegnante di  fotografia allo IUAV di Venezia e allo IED di Torino. Dal 14 luglio A Villa Carnera a Sequals, in provincia di Pordenone, saranno esposti invece i lavori di Evaristo Fusar dedicati a Primo Carnera, il pugile e lottatore nato a Sequals che ebbe grande successo nella prima metà del Novecento. Nel corso degli anni il CRAF ha arricchito anche il proprio archivio dedicato al cinema, che comprende foto di Michelangelo Antonioni sul set di Blow Up, fotografie di scena di Giovanni Battista Poletto per Le quattro Giornate di Napoli, scatti firmati da Orville Snider, Horst von Harbou, Erich Lessing, Mario De Biasi, Inge Morath, John Phillips, Antonio Galvez, e tanti altri, tutti in mostra dal 15 luglio al 17 agosto alla Terrazza Mare di Lignano Sabbiadoro. Quinto appuntamento dal 29 luglio al 3 settembre alla Scuola d’Ambiente di Barcis con “Friuli 1992” di Paul Scheuermeier, fotografo che, nel 1919, ricevette l’incarico da parte dei linguisti Karl Jaberg e Jakob Jud di prendere parte ai rilevamenti finalizzati alla stesura dell’Atlante Linguistico dell’Italia e della Svizzera Meridionale occupandosi, in particolare, dell’Italia settentrionale; nel 1922 realizzò 142 immagini, ognuna corredata da una scheda sul nome degli oggetti rappresentati in Friuli e nell’Istria. Ma le sorprese non finiscono qua, e infatti, da settembre a novembre, la Chiesa di San Lorenzo di San Vito al Tagliamento (Pordenone), ospiterà in parallelo tre diverse mostre. Ma iniziamo con ordine. Fino al 10 settembre in mostra gli scatti di Gabriele Basilico, in particolare immagini tratte da “Bord de Mer”, gruppo di paesaggi realizzati in Italia, Portogallo e Spagna, una serie dedicata alla Svizzera, e un altro nucleo di lavori dedicati alla ricostruzione di Gemona del Friuli. Si continua con “Segni della vita Contadina”, dal 16 settembre al 22 ottobre, un lavoro di ricerca e di riprese fotografiche realizzato nel 1999 dal commune di San Vito sulle ultime tracce della cultura costruttiva popolare e finalizzato al censimento fotografico del patrimonio esistente, completo di rilievi e mappe che aiutano a leggere il territorio. Dal 4 novembre al 7 gennaio invece, viene presentata al pubblico per la prima volta una grande mostra fotografica dove saranno esposte 150 opere dei più importanti fotografi veneti dell’ultimo secolo: Fulvio Roiter, Gianni Berengo Gardin, I Fratelli Bassotto, Roberto Salbitani, Pino Guidolotti, Gianantonio Battistella, Marco Zanta e Cesare Gerolimetto.
Ultimi due appuntamenti a Udine, il primo alla Galleria Tina Modotti che, dal 29 settembre presenta una piccola selezione di opere di Newsha Tavakolian, entrata nel 2016 a fare parte Magnum, dedicate alle donne della Siria e dell’Iraq in guerra contro l’ISIS. La Chiesa di San Francesco invece, in collaborazione con il Comune di Udine e il Museo Ken Damy di Brescia, inaugura il 30 settembre un’esposizione dedicata alle donne protagoniste della storia della fotografia internazionale del XX secolo: da Florence Henri a Margaret Bourke White, da Tina Modotti a Imogen Cunningham e Dorothea Lange, fino alle fotografe contemporanee. Saranno presenti le più importanti autrici a livello mondiale, che con impegno e passione hanno lasciato, e continuano a lasciare, impronte indelebili nell’evoluzione della fotografia. (NG)

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