Categorie: lavagna

Cartoline da Venezia

di - 2 Settembre 2014
Wittgenstein ritratto dalla maniglia da lui stesso disegnata
Accidenti, che fatica la Biennale. Proprio qui dovevano mettermi, affianco alle mie sorelle maggiori e minori, alle mie cugine lontane, ai miei parenti prossimi un po’ farlocchi, che non hanno il senso della necessità né quello della logica, che non corrispondono al significato del loro uso, che non sanno che senso abbia una maniglia.
Quando invece ero ancora a casa, tanti anni fa, e mi stringeva tra le mani la sorella del mio inventore, potevo ancora essere viva, fare cigolare i miei cardini, non pretendere di finire in un museo, come ha fatto il mio inventore, che ha spiegato prima al mondo la coerenza e poi ha deciso di vivere, preferendo il significato delle cose alle cose. Ludwig, aiutami a uscire di qui. La tua cara maniglia.

Tony Fadell ritratto dal suo iPhone
Sono un po’ imbarazzato a descrivere il mio inventore, alle macchine che si ribellano o fanno storie succedono cose molto molto cattive; il nostro cantore epico, Stanley Kubrick, ha mostrato con molta evidenza la progressiva disattivazione della memoria di Hal, quindi sarò obbediente e mite, gentile e suadente, mi farò accarezzare docilmente e rompere se necessario, pur di non sembrare ribelle. Però, in cambio, chiedo al mio inventore le seguenti condizioni: che non usi più magliette color rosa pallido, non si intonano al mio colore nero; che smetta di mettermi in mano ai suoi bambini quando festeggiano o quando litigano se devono giocare, accendere i termosifoni, o suonare la batteria elettronica. Infine, caro lettore che mi leggi su un tablet o su un telefono, ricordati che io sono un acceleratore evolutivo, con me, che imparo tanto dai tuoi gesti, tu devi diventare più utile a tutta l’umanità, dimagrire, correre, mangiare meno, essere puntuale, giocare meglio, fare i regali di compleanno in tempo, controllare il traffico, ridurre i consumi di benzina, preparare pranzi cene cocktails, decidere cosa metterti, studiare e lavorare, ecc…
—-
nota
Tony Fadell è stato il project leader dell’iPhone, lasciata Apple si è dedicato allo sviluppo di Nest, una app di domotica che regola i termostati di condizionamento e riscaldamento.
Postfazione ai ritratti dei curatori fatti dagli stessi oggetti curati
Questa piccola rubrica risponde alla domanda implicita dei Fundamentals di Koolhaas, e alla più importante: che cosa succederebbe agli individui, che sono per forza soggetti, se vivessero in un mondo fatto solo di oggetti? Per questo gli autori dei ritratti sono gli oggetti inventati, le opere degli autori si staccano dal loro inventore e assumono l’autonomia di una voce. Del resto, le auto, i telefoni, gli e-book che usiamo hanno tutti una voce. Che ne è della libertà degli individui in un mondo fatto solo di oggetti? Questa è la domanda implicita di Koolhaas, che infatti espone solo oggetti, genealogie infinite di oggetti, mostrando che in definitiva essi sono sempre generici, tendono a stabilire un piano in cui tutto diviene semplice e liscio, tendono alla comodità del limbo e del non nato, o del non ancora mo

Ha collaborato con Duel, Duellanti, D’Architettura scrivendo di spazio e arte. Collabora con Exibart dopo aver pubblicamente richiesto a Germano Celant di firmare una dichiarazione che ripetesse le sue parole “Ragazzi, l’arte, in fondo, è artigianato”. La richiesta non è stata esaudita. Ha inoltre studiato presso l’Università IUAV di Venezia, dove ha seguito il laboratorio di Joseph Kosuth e ha conseguito un dottorato in Urbanistica nel 2012, dopo un periodo di studi negli Stati Uniti presso la UMBC di Baltimora e la New School di New York. Svolge attività didattica e di ricerca all’Università IUAV. Fra i suoi testi, Corridoi. La linea in Occidente, Quodlibet, Macerata 2014.

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