Si tratta di un volume presentato dal dipartimento per l’arte figurativa e dai Musei del Ministero della Comunità fiamminga e pubblicato in sei lingue, olandese, francese, tedesco, inglese, spagnolo ed italiano. Contiene due introduzioni generali sull’architettura nei Paesi Bassi e 6 brevi monografie sugli architetti olandesi e fiamminghi, tra i più prestigiosi e innovatori dell’architettura contemporanea: Rem Koolhas /OMA, Jo Coenen, Soeters Van Eldonk, Mecanoo, Koen van Velsen, Wiel Arets, Ben van Berkel/UN Studio, Claus and Kaan, Neutelings – Riedijk MVRDV, bOb van Reeth ad AGW, Paul Robbrecht and Hilde Daem, M. José van Hee, Eugeen Liebaut, Henk de Smet and Paul Vermeulen, and Stéphane Beel. Ogni monografia è correlata da una breve bibliografia relativa al lavoro dell’architetto e da alcune immagini, più significative, delle loro costruzioni. Gli autori, Hans Ibelings che si è occupato degli architetti olandesi e Francis Strauven che si è dedicato alle Fiandre, propongono una importante rassegna della situazione dell’architettura in Olanda e nelle Fiandre dalla fine degli ani Ottanta. Il volume nasce da una esigenza pratica, in rapporto al territorio su cui operano questi architetti, che si confrontano con il terreno e con lo spazio di una zona densamente popolata. Gli architetti olandesi sono, forse, più influenzati dal modernismo rispetto ai loro colleghi delle Fiandre e, soprattutto, sono spinti da un forte senso ludico, sempre più evidente e in fieri. Un esempio è il Circus Zandvoort, 1991, dell’architetto olandese Soeters Van Eldonk, che dal 1996 è professore straordinario dell’Università Cattolica di Nimega. In questo complesso architettonico è evidente il divertimento. Una casa-gioco costituita da cinque elementi a forma di bandiera, in cui, il colore si sbizzarrisce, geometricamente, mentre gli scacchi e le strisce diventano i protagonisti.
Un esempio di geometrizzazione, essenziale e funzionale, è visibile nel lavoro dell’architetto olandese Koen van Velsen, per cui, il cubo e la forma quadrangolare rappresentano un elemento basilare. Le forme nette e squadrate sono il risultato dell’equilibrio tra la semplicità delle forme e dei materiali.
Per quanto riguarda, invece, l’architettura nelle Fiandre, Francis Strauven sottolinea, nell’introduzione, le differenze tra l’Olanda e le Fiandre e la tipologia territoriale e storica delle Fiandre dove, al contrario, dell’Olanda è possibile costruire ovunque.
“[…] Laddove l’Olanda appare il modello della pianificazione del territorio, il Belgio sembra impersonificare sotto molti aspetti la negazione, carattere che si esplicita soprattutto se si osservano le varie forme abitative. […]” (Architettura nelle Fiandre, “Una semplicità limpida in un territorio frammentato”, p. 80).
Nell’insieme il volume è interessante per chi vuole avere, non solo, delle informazioni storico-tecniche sull’architettura nei Paesi Bassi ma, soprattutto, è un esempio per l’architettura contemporanea grazie alle belle immagini riportate.
Maria Elena Crea
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