Carsten Höller, Book of Games, Copertina rigida, 17 x 22.1 cm, 1.54 kg, 760 pagine, Taschen
Carsten Höller ama giocare con la percezione e con gli stati di coscienza: le sue installazioni spesso mettono in discussione le abitudini quotidiane, per riflettere sulle modalità attraverso cui particolari condizioni psicologiche ed emotive possono incidere sui mondi che ci circondano. Sarà per i suoi studi in scienze agronomiche, culminati in un dottorato sul comportamento degli insetti, ma questa sua attitudine alla sperimentazione – che non nasconde una certa prospettiva entomologa un po’ sadica e un po’ ironica – spesso sfocia in ambiti non tradizionalmente artistici. Come nel caso del Brutalisten, il suo ristorante di Stoccolma che, al posto del menù, ha un manifesto di Cucina Brutalista, con pochi ingredienti ma bene assortiti e disposti nel piatto, senza spazio per decorazioni. Recentemente, l’artista nato in Belgio nel 1961 ha pubblicato Book of Games, un nuovo libro di giochi che invita i lettori a sperimentare 250 attività ludiche pensate per rompere la monotonia e offrire momenti di svago creativo.
Ideali per essere svolti da soli, in coppia o in gruppo, in qualunque luogo, questi giochi non richiedono materiali né oggetti di scena ma solo l’apertura a nuove esperienze e il coraggio di assaggiare un pizzico di sovversione. Höller ha spiegato che l’idea di Book of Games risale al 1992, durante una cena noiosa dopo l’inaugurazione di una sua mostra. Da quel momento, l’artista ha continuato a raccogliere e inventare nuovi giochi, traendo ispirazione dalla sua vita, dagli amici e dalle creazioni di altri artisti.
Pubblicato da Taschen, il libro offre un’ampia scelta di attività che spaziano dalle più semplici e irriverenti, come urlare nei momenti meno opportuni – gridare “Bang!” a sorpresa mentre un altro partecipante ignaro sta parcheggiando l’auto -, inserire strane frasi nelle conversazioni, strappare un capello dalla testa del proprio avversario, alle più complesse e introspettive, come tentare di guardare dentro la propria mente. Tra il surreale e il ludico, ci si può cimentare in sfide assurde come applaudire con le natiche invece che con le mani, oppure in proposte più provocatorie, come parlare attraverso i segnali erotici dei surrealisti. Ogni gioco è progettato per ribaltare prospettive troppo canoniche ma anche per strappare sorrisi – o per infastidire – chi ci circonda.
Ad arricchire il volume, curato da Stefanie Hessler e Hans Ulrich Obrist, una selezione di illustrazioni e di immagini di opere d’arte, tra fotografie e creazioni commissionate o scelte dall’archivio personale di Höller. I contributi includono lavori di artisti del calibro di Inez & Vinoodh, August Sander, Wolfgang Tillmans, Nan Goldin, Rineke Dijkstra, Salvador Dalí, Marina Abramović, Joseph Beuys e Gus Van Sant. Una raccolta che, unendo gioco e arte, invita i lettori a riscoprire il mondo, uscendo dalla zona di comfort.
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