Emi Ligabue, collage, Sedia a tre gambe interamente in legno
Una vita lunga e densa di esperienze, tra architettura e design ma anche attraverso gli eventi più drammatici del XX secolo. È la vita di Charlotte Perriand e a raccontarla è la biografia pubblicata da Marinobooks, primo libro della nuova collana Fuori dall’ombra, dedicata alle pioniere europee dell’architettura e del design. Storie di grande coraggio, affrontate da donne che si confrontarono con una professione creativa, specializzante e di grande responsabilità, in un periodo storico in cui, in molti Paesi, le donne non avevano il diritto di frequentare scuole politecniche, iscriversi a corsi di architettura, aprire un proprio studio.
«Progettiste visionarie, talentuose e per molti versi rivoluzionarie che hanno trovato nella vita – la propria e l’altrui – la fonte di ispirazione principale per il proprio lavoro», spiegano dalla casa editrice. «Queste pioniere sono state capaci di portare uno sguardo diverso sul mondo, esprimendo con tenacia la propria creatività all’incrocio tra architettura, arte, design, urbanistica, fotografia, faticando non poco per uscire da quel cono d’ombra che la cultura e la società del loro tempo volevano – per inevitabile destino – riservare loro. Geniali protagoniste della storia del Novecento, queste professioniste ci hanno lasciato una grande eredità per molti versi ancora da scoprire», continuano, mettendo in evidenza come sia fondamentale, oggi, recuperare certe vicende fondamentali del nostro immediato passato.
La biografia di Charlotte Perriand prosegue questa applicazione trasversale, riunendo le parole di Gisella Bassanini e Giovanna Canzi e le immagini di Emi Ligabue, per tracciare il profilo di una donna sospesa fra innovazione e tradizione, tra Occidente e Oriente, tra guerra e pace. «Con una cartella di disegni sotto il braccio e il coraggio di un’amazzone che si accinge ad affrontare una fatidica impresa, ecco che Charlotte Perriand fa il suo ingresso nell’atelier parigino degli architetti Le Corbusier e Pierre Jeanneret al 35 di rue de Sèvres. Charlotte ha ventiquattro anni, è agli inizi della sua carriera e vuole assolutamente lavorare con loro». Questo l’incipit di una storia in cui si ritrovano l’amore per la montagna e per la natura, l’istinto da guerriera che le permise di realizzare i suoi desideri, la dolcezza d’acciaio che costituì la cifra stilistica dei suoi progetti (fra cui la rivoluzionaria Chaise longue basculante), l’attrazione per la realtà industriale e la produzione in serie e nel contempo l’amore per il Giappone, dove a lungo soggiornò durante la Seconda Guerra Mondiale.
Charlotte Perriand, come ricorda Adele Cassina nella postfazione, era dotata di una personalissima gentilezza, fatta di attenzione all’altro, caratteristica tipica di quella virtù dell’umiltà che, contrariamente a come è intesa oggi, appartiene solo ai grandi. Una donna vitale, anticonformista, coraggiosa. Questa è l’immagine che le forme e i colori di Emi Ligabue – da sempre affascinata dagli oggetti del vivere quotidiano, cui dedica la propria ricerca artistica – trasmettono al lettore, grazie a una interpretazione personale e originale della sua intensa esistenza e dei suoi numerosi progetti. E questa è l’immagine che Gisella Bassanini e Giovanna Canzi raccontano con rigore filologico e nel contempo con leggerezza a chi si appresta a ripercorrere la vita di questa sperimentatrice geniale dallo sguardo inedito e sensibile alle diversità della vita.
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