Il giardino di Derek Jarman. Prospect Cottage. © 1995 Howard Sooley
Il giardino di Derek Jarman, edito da nottetempo, ci spinge in un luogo piuttosto remoto. Difficile, arido, sottoposto ai feroci venti dell’est, Dungeness si trova sulla costa inglese del Kent, isolata. Derek Jarman vi arriva a metà degli anni ’80, colpito da un aspetto desolato che solo i luoghi difficili acquisiscono; un cartello con su scritto “Vendita” segna l’inizio di una storia che non poteva che essere raccontata in prima persona. Il giardino di Derek Jarman è l’ultimo libro scritto dall’artista, il racconto della nascita e delle metamorfosi di un giardino che ha guardato al paradiso, finendo per diventarlo per il suo stesso artefice.
Oltre 150 immagini, accompagnate dalle parole di Derek Jarman, raccontano di una creazione unica, catturata dal fotografo Howard Sooley a partire dal 1991, ma che ha inizio nel 1986, giungendo fino al 1994, ultimo anno di vita dell’artefice. Con alle spalle la centrale nucleare, a Dungeness ha preso vita un giardino divenuto metafora della vita dell’uomo che l’ha plasmato. Limate, sottoposte ai venti, continuamente in balia del percorso naturale di rinsecchimento, morte, rinascita, fioritura, le piante di questo giardino hanno accompagnato il percorso della malattia del loro incantatore. I gesti di Derek, pazienti come quelli di ogni giardiniere, hanno finito per creare il suo memoriale.
Pietre, conchiglie, selci, detriti di legno reperiti dalla spiaggia: il giardino di Derek Jarman si nutre del mare, e grazie al mare e ai suoi venti perisce, e con difficoltà ogni volta rinasce. La spiaggia di Dungeness, la più grande conformazione di ciottoli del pianeta, ha nutrito uno spazio tutto personale, ma dalle lunghe radici, proprio come quelle della Crambe maritima, la pianta più diffusa in questi luoghi perché è “troppo dura”, davanti alla quale “perfino i bruchi si arrendono”; le sue radici, lunghe almeno sei metri, si annidano in profondità nei ciottoli, rinascendo continuamente.
Fino al 24 maggio è in scena CARMI.CO, una settimana di arte diffusa che presenta 5 mostre, 5 residenze d’artista…
Una doppia personale di Gianmarco Garbugli e Antonio Peluso mette in dialogo le opere di due giovani pittori evidenziandone affinitĂ …
Corpi nudi, ganci nella carne e campane sollevate dalla gru: quella di Holzinger non è provocazione fine a se stessa,…
Dalle installazioni, alla fotografia, giovani artisti trasformano il tema della scarsitĂ idrica in ricerca visiva e impegno culturale. Premiati i…
Il progetto itinerante The Shell Cracked di Bekim Hasaj e Valentina Gelain arriva a Berlino con nuove installazioni dedicate a…
Da Carla Accardi a Gaspare Traversi, da Enzo Cucchi a Vincenzo Gemito, fino ai cataloghi online di gioielli, arredi, orologi,…
Visualizza commenti
Giardino ..una grande metafora , coltivare un giardino per me significa dare vita al nostro giardino interiore, spirituale
è proprio vero, Sonia