Categorie: Libri ed editoria

Il museo dei sopravvissuti alla censura: l’impresa proibita di Igor Savitsky

di - 26 Maggio 2025

Anche se proibito di Giulio Ravizza (bookabook, 2025) racconta una vicenda che, se non fosse documentata, sembrerebbe inventata. E invece è vera. Al centro del romanzo c’è Igor Vitalyevich Savitsky, figura poco conosciuta in Europa occidentale ma centrale per la storia dell’arte del XX secolo. A lui si deve la creazione di uno dei più improbabili musei di arte moderna al mondo: quello di Nukus, in Karakalpakstan, Uzbekistan. Un museo che raccoglie centinaia di opere d’avanguardia sovietica, sopravvissute alla censura, all’oblio e alla repressione.

Dopo L’influenza del blu (bookabook, 2019), romanzo in cui il colore diventava chiave narrativa per esplorare l’identità e la percezione attraverso l’eliminazione del blu, Giulio Ravizza torna con una storia che intreccia arte, memoria e resistenza, spostando lo sguardo verso l’Est per raccontare l’impresa di Savitsky con una scrittura narrativa, ricca di digressioni storiche e riflessioni culturali. Il libro non è né una biografia canonica né un romanzo storico in senso stretto. È piuttosto un racconto costruito a partire da fatti reali, in cui l’autore adotta una voce a tratti ironica, a tratti intimista, per delineare la figura di Savitsky come quella di un uomo eccentrico ma determinato, animato da una visione dell’arte come forma di testimonianza.

Savitsky, nato nel 1915, attraversa decenni complessi: l’avvento del realismo socialista, la repressione delle avanguardie, la stretta ideologica imposta al linguaggio artistico. In questo contesto, la sua attività di collezionista e conservatore assume un significato forte. La scelta di raccogliere e salvare quadri proibiti non è solo una passione personale, ma un’azione culturale e politica. Il romanzo mostra come, attraverso stratagemmi burocratici e viaggi improbabili, Savitsky riesca a ottenere e proteggere opere di artisti come Redko, Falk o Galperin, spesso dimenticati o marginalizzati.

Ravizza riesce a rendere credibile questa vicenda senza ricorrere a toni eroici. Il personaggio di Savitsky appare più spesso fragile che risoluto, mosso da una strana combinazione di caparbietà e marginalità. Il suo è un percorso ai margini del sistema, che passa per incontri con vedove di artisti, vecchi funzionari, lunghi viaggi in treno, ambienti polverosi. È nei dettagli che il libro trova il suo respiro: nella descrizione delle cantine dove sono nascosti i quadri, nei dialoghi tra Savitsky e le donne che gli affidano le opere, nelle scene domestiche più che nei momenti eccezionali.

Uno degli aspetti più interessanti è proprio il modo in cui l’arte viene raccontata: non come oggetto di culto, ma come residuo resistente, come traccia di qualcosa che non ha potuto esprimersi liberamente. In questo, Anche se proibito è anche un libro sulla conservazione della memoria attraverso le immagini, e sul ruolo che i musei – anche quelli periferici e sconosciuti – possono avere nel proteggere ciò che la storia tende a rimuovere.

Il romanzo si rivolge a chi è interessato non solo all’arte ma anche alla sua trasmissione, ai contesti politici che ne condizionano la visibilità, al senso profondo del gesto di raccogliere, archiviare, mostrare. In un panorama editoriale in cui l’arte è spesso raccontata in modo celebrativo, questo libro sceglie una strada più discreta e riflessiva, che lo rende particolarmente adatto alla lettura critica.

Dopo gli studi al Politecnico di Milano e all'Accademia di Belle Arti di Brera, collabora con diverse testate di teatro e arte. Studiosa di arti visive, design e spettacolo dal vivo, è particolarmente interessata alla ricezione e alla simbologia delle opere d'arte nella società contemporanea. Attualmente impegnata nello sviluppo del portale trovafestival.com, la cultura in movimento.

Visualizza commenti

  • non ho ancora letto il libro
    ma ritrovo nell'iniziativa l'ANIMA RUSSA e chi non DIMENTICA
    il Presidente RUSSIA-UNESCO Prof. Dimitri Spivak ha pubblicato i Congressi di San Pietroburgo- dove la CULTURA era il CENTRO del NUOVO MONDO anche nel DIALOGO INTERRELIGIOSO
    oggi AMAZON promuove i nostri lavori (che a torto erano relegati solo nelle Università) e mi sorprende leggere "MORE POPULAR" a parte la sottoscritta (una delle autrice) in ITALIA (anche a causa della lingua) nessuno li ha letti
    sembra che la CULTURA sia BUSINESS (fuori dall' ITALIA) ora che ELON MUSK si interessa alle nostre ricerche sulla SCIENZA della PACE, un'altra via si apre nello SPAZIO

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