Categorie: Libri ed editoria

Un libro al giorno. Io sono confine di Shahram Khosravi

di - 25 Agosto 2025

«Nel settembre del 1986 l’“intermediario” mi accompagnò a Iranshahr, una piccola cittadina nella provincia del Belucistan, vicino al confine con il Pakistan, dove avrei incontrato la mia guida. Arrivammo di pomeriggio e prendemmo una stanza in un alberghetto economico. Il proprietario era il trafficante di esseri umani». La storia di Shahram Khosravi, professore di Antropologia sociale all’Università di Stoccolma, ha inizio in Iran «in un giorno di inverno del 1986», quando riceve una convocazione dall’esercito iraniano, un invito a unirsi ai tanti giovani, volontari e non, che partivano per il fronte nell’intento eroico di difendere la propria patria, a quei tempi in guerra con l’Iraq. Non ammaliato dalla retorica portata avanti dallo Stato, che promuove pubblicamente il martirio, Khosravi tenta la fuga tramite un intermediario, che lo porterà dritto tra le braccia dei Guardiani della rivoluzione, il corpo militare a difesa delle istituzioni rivoluzionarie, e in seguito in carcere. Attraverso il suo racconto personale, che ricorda la storia di tanti costretti a lasciare il proprio paese di origine spinti da conflitti, crisi climatica e difficoltà economiche, l’autore ci porta con sé in un viaggio che si misura soprattutto con i confini. Siano essi artificiali o naturali, i confini dividono il “mondo ricco” dal “mondo povero” secondo una logica classista fondata sulle disuguaglianze, plasmando così la nostra percezione della realtà e delle persone che attraversano queste frontiere. Citando il filosofo Giorgio Agamben, Khosravi ripropone i concetti di zoè e bios, la nuda vita biologica che nell’area territorialmente determinata dello Stato nazione, viene tramutata in vita politica o cittadinanza. Quest’ordine, percepito come naturale, fa sì che i migranti, o meglio i viaggiatori illegali – si preferisce questo termine per evitare discriminazioni tra i viaggiatori “qualificati” e “non qualificati” – vengano visti come un elemento disturbante, non solo dall’insieme-stato, ma anche dai cittadini che ne fanno parte, noi tutti che ci identifichiamo con l’una o l’altra tifoseria in base al luogo in cui siamo nati. Difficile quindi uscire da questi schemi, dall’ignoto che spaventa poiché costruito sul concetto di alterità, ancora più difficile però è riuscire a valicare quelle linee di demarcazione, a volte invisibili, sulle quali si fondano gli interessi economici di intere nazioni o di qualche individuo che mira a gonfiare le proprie tasche. Ma il confine non si ferma al filo spinato, ad alti muri invalicabili o a distese di acqua, come racconta l’autore a proposito di un fatto accaduto nel 2006 all’aeroporto di Bristol, dove si trovava per una conferenza universitaria: «Arrivati alla dogana, i miei colleghi biondi proseguirono indisturbati, mentre io fui fermato da una guardia di sicurezza. […] Il mio status di cittadino svedese era evaporato davanti al discrimine razziale del confine: lì valeva la mia faccia. la guardia prima fece domande su di me […] poi mi chiese dei miei genitori. […] Ero indistinguibile dal confine. Ero il confine».

Io sono confine invita noi “viaggiatori qualificati”, che godiamo del privilegio, soprattutto in questo periodo, di spostarci liberamente per le vacanze, a fare un esercizio immaginativo ed etico e, magari proprio mentre siamo di fronte al Mediterraneo, a chiederci «che cosa vedremmo se il confine lo guardassimo stando dall’altre parte?».

Io sono confine di Shahram Khosravi è il primo dei tre libri scelti per Inequalities Book Club, il ciclo di incontri promosso e ideato dal Centro Studi di Triennale Milano e ICONE – Centro Europeo di Ricerca di Storia e Teoria dell’Immagine dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Il Book Club è parte del public program della 24a Esposizione Internazionale Inequalities.

Primo incontro venerdì 26 settembre, ore 18:30
Triennale Milano
Cuore – Centro studi, archivi, ricerca
Viale Emilio Alemagna 6, Milano
Per info e registrazioni qui

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