Fa piacere trovare un autore contemporaneo capace di scrivere un trattato di così ampio respiro. Allo sguardo alto di un tema che coinvolge non solo i fondamenti del comporre architettura, ma anche alcune radici del pensiero occidentale, si uniscono la dovizia di dettagli, i repertori saggistici e iconografici, il gusto per la sottile allusione e la sagace tendenza alla contraddizione.
Nella lettura, in un primo approccio ci si stupisce per il peso di una così eclettica trattazione; ma se si abbandona la curiosità enciclopedica, posticipando gli approfondimenti, una lettura rapida, peraltro comunque impegnativa, rivela un’interessante catena di riflessioni, ed in alcuni passaggi quasi una beffarda allegria castigata in compite osservazioni.
L’analisi del globale si spinge molto oltre i temi da rotocalco ed affonda nella notte dei tempi per ripercorrere trasversalmente le antiche scuole di pensiero che hanno investigato alcune delle aspirazioni umane più forti ed oggi meno celebrate.
La riscoperta del pensiero sulla globalità ci aiuta a capirne, prima ancora che l’applicazione concreta in arte ed architettura, anche e soprattutto i perché ancestrali della dialettica tra global e locale.
Ventisei trattazioni che da un lato costruiscono una base culturale e dall’altro individuano altrettante direzioni di ricerca, intuizioni non allineate che vengono presentate con ricchezza di apparati filologici e notevoli potenzialità di ispirazione.
I temi iniziali appartengono ad una grande tradizione di pensiero; riguardano il rapporto storico tra uomo e globo, nella sua visione di insieme, nel particolare, nella modellazione, nella rappresentazione…
E gradualmente si passa a temi sempre più vicini all’attualità, analizzando il virtuale, il cyber, la comunicazione, il decostruttivismo; per poi non rinunciare mai a lanciarsi nel guardare oltre, ad investigare le antitesi o le possibili conseguenze, il post-virtuale, lo s-comunicare…
Il dialoghetto platonico di chiusura, condotto con il senno-di-poi da un personaggio anagrammaticamente alter-ego dell’autore, svela.
marco felici
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