L’autore, Santo Alligo, è uno dei maggior conoscitori italiani di storia dell’illustrazione, della quale si occupa da oltre 40 anni, pubblicando monografie e innumerevoli articoli su riviste specializzate. E una monografia che si addentrasse in maniera analitica nell’intricato cosmo della storia dell’illustrazione assolutamente mancava, fatta eccezione per l’ormai introvabile Dizionario degli illustratori simbolisti e art nouveau edito dalla Cantini, e l’insuperato manuale di Paola Pallottino, Storia dell’illustrazione italiana, pubblicato da Zanichelli.
Il libro, in due tomi destinati con gli anni ad accrescere, dopo una coincisa ma esauriente introduzione alla storia del libro illustrato, in special modo alla rivoluzione introdotta nell’Ottocento dalla litografia, scandisce uno per uno alcuni dei protagonisti otto-novecenteschi dell’illustrazione, analizzandone in maniera analitica le principali opere. Se per i più noti illustratori non si tratta che di un esauriente approfondimento -come nel caso di Grandville, Beardsley e Mucha– per altri artisti i saggi rappresentano, almeno in Italia, la prima occasione di studio. È questo il caso di Louis Legrand e Rockwell Kent. I 24 eletti sono presi in esame senza gerarchie, indagati dall’occhio perennemente fresco e innamorato dello studioso e del collezionista. Per alcuni si è scelta di analizzare una sola, emblematica opera, frammenti in grado di dar vita a narrazioni parallele, come le aperture alla continua evoluzione delle tecniche di stampa; per altri, meno conosciuti, l’autore ha puntato al massimo grado di completezza possibile, senza però mai scadere nelle minuzierie inutil-specialistiche.
Le numerose pagine dedicate a ciascun illustratore sono cadenzate da uno stile non privo di brio narrativo, che rende la lettura appassionante e avvincente anche per i lettori non bibliofili.
Accanto alla narrazione ufficiale, Pittori di carta è percorso da una narrazione parallela, non meno intensa, quella affidata alle immagini: numerose, gustose, per lo più inedite, accuratamente scelte dallo stesso autore.
La tipologia di libro illustrato presentata nei due volumi è assolutamente varia ed eterogenea. Ci sono i ‘classici’ libri illustrati destinati all’infanzia, come quelli di Attilio Mussino, Antonio Rubino e Ivan Bilibin, quest’ultimo capace di condensare in forme e colori l’incanto della favolistica russa. A un pubblico decisamente adulto sono destinate invece le sublimi perversioni di Aubrey Beardsley, pubblicate sia in volumi che in riviste. Altri illustratori sono entrati a pieno titolo nella storia dell’arte, da Alphonse b Mucha e la sua sensuale declinazione dell’art nouveau, alle inquietudini di František Kupka, passando per la secessione di Carl Otto Czeschka, quest’ultimo autore de Die Niebelungen (1909), uno dei capolavori dell’arte grafica del tempo.
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