Categorie: Libri ed editoria

libri_saggi | Simonetta | (marsilio 2008)

di - 14 Gennaio 2008
Simonetta Colonna di Cesarò (Roma, 1922; vive a Roma e Parigi) indossa una giacca rossa della sua collezione. È teatrale e mondana allo stesso tempo, due aggettivi che sintetizzano sapientemente il suo stile. Quanto alla data 1952, è altrettanto significativa, perché segna la consacrazione dell’avventura americana dell’estrosa aristocratica romana.
Conosciuta oltre oceano come “the glamourous countess”, era a New York proprio per presentare la collezione disegnata per il reparto haute couture della catena Bergdorf & Goodman. Solo un anno prima era stata invitata dal marchese Giorgini -colui che lanciò l’alta moda italiana a livello internazionale- a Villa Torrigiani, insieme a un ristretto numero di stilisti, tra cui il futuro secondo marito Alberto Fabiani, le sorelle Fontana, Schubert, Emilio Pucci, Germana Marucelli, Jole Veneziani.
Non è casuale, quindi, che quest’immagine sia stata scelta per la copertina del libro Simonetta: la prima donna della moda italiana. Mentre è in uscita anche l’autobiografia Una vita al limite (Living on the Edge), sempre per i tipi di Marsilio, questa pubblicazione, che contiene altre fotografie firmate da autori come Regina Relang, Pasquale De Antoniis, Clifford Coffin e William Klein, costituisce il catalogo della prima mostra che la Fondazione Pitti Discovery le dedica in occasione di Pitti Immagine Uomo 73.
Non si può certo dire che la couturière non sia abituata ai luoghi straordinari, a cominciare dal palazzo di famiglia in via Gregoriana a Roma, dove nel 1946 apriva il suo atelier di alta moda, presentando quattordici modelli realizzati con quei materiali di riciclo che si trovavano nell’immediato dopoguerra. Poi le vetrine sulla Fifth e Seventh Avenue a New York, il nuovo atelier parigino, aperto insieme a Fabiani; altrettanto straordinario il paesaggio di Rishikesh, in India, lo stesso che nel 1968 aveva affascinato i Beatles, Mia Farrow o Donovan.
Urbanità, esotismo e glamour: ancora tre parole associate a Simonetta Visconti (cognome del primo marito, Gaio Visconti di Modrone), etichetta con cui erano firmate le collezioni. Straordinari, in particolare, gli abiti da cocktail e da sera -sempre all’insegna della femminilità- sia in tempi in cui i tessuti modellavano la silhouette, sia più tardi, quando i drappeggi orientaleggianti lasceranno spazio all’immaginazione. Più famosa all’estero che in Italia (malgrado gli articoli di brillanti interpreti della moda come Irene Brin), dove ha conseguito prestigiosi riconoscimenti come il Davidson Parkson Award, il Philadelphia Fashion Group Award e il Filene’s Dressing Talent Award, Simonetta è stata la portavoce di un gusto raffinato che ha incantato milioni di donne americane. I suoi modelli, infatti, benché riservati a una clientela esclusiva, furono diffusi in store come Bergdorf & Goodman e Marshall Field.

Ma il successo non è tutto nella vita e, come scrive Vittoria Caratozzolo, “la sua natura aristocratica non si risolverà completamente nelle immagini della nobiltà spettacolarizzata o della mondanità internazionale, mitizzate sulle riviste patinate degli anni ’50 ad uso e consumo di milioni di lettori. Simonetta sente la compulsione di sondare diverse modalità dell’esistere: una sfida che, solo in parte rivolta all’esterno, mira a cambiare un ordine che non le corrisponde più”. Nel 1971 decise di lasciare la mondanità per dedicarsi ai lebbrosi di Brahmapuri. Tornerà in occidente solo nel 1985.

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la rubrica libri è diretta da marco enrico giacomelli


Maria Luisa Frisa, Judith Clark, Vittoria Caterina Caratozzolo – Simonetta: la prima donna della moda italiana
Marsilio-Fondazione Pitty Discovery, Venezia 2008
Pagg. 160, ill. b/n e col., € 22
ISBN 9788831793985
Info: la scheda dell’editore

[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

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