Categorie: Libri ed editoria

libri_saggi | Topazia Alliata | (kalós 2010)

di - 8 Novembre 2010
L’arte è una vocazione per Topazia Alliata (Palermo, 1913; vive a Roma) dei principi di
Villafranca e Duchi di Salaparuta: una scelta consapevole in cui, indubbiamente,
l’eredità culturale di una famiglia aristocratica (ma illuminata) è stata rilevante
nell’allenamento alla raffinatezza dello sguardo.

All’inizio degli anni ’30 frequenta l’Accademia di Belle
Arti di Palermo. In una foto di gruppo del 1932 siede con i compagni di corso, Lia
Pasqualina Noto, Piera Lombardo, Elena Pirrone, Guttuso, Buscio, Barbera,
Rosone e il professore Fazio Allmayer. È proprio da questa immagine che parte
Anna Maria Ruta per restituire, con il suo volume Topazia Alliata. Una vita nel segno dell’arte, sfaccettature inesplorate
della biografia di questa grande protagonista del Novecento.

Un clima culturale piuttosto vivace, quello palermitano,
con “un’attività periferica, ma non
provinciale
”, scrive l’autrice, “in
cui non si copiava nessuno, ma si tendeva all’equiparazione con la cultura
nazionale e internazionale
”, animato da figure come Pippo Rizzo, ponte nella conoscenza – poi diventata amicizia
profonda – con Renato Guttuso.

A questo periodo risalgono i dipinti figurativi, molti dei
quali andati dispersi. Conservato presso il Museo Renato Guttuso di Bagheria,
un raro esempio di nudo femminile (Arsura
o Donna alla fonte, 1931) dipinto da
una donna, a cui era interdetta la Scuola Libera del Nudo.


Decisivi i viaggi a Londra, e poi Parigi e Firenze, tra il
’31 e il ’32, dove entra in contatto con le avanguardie attraverso la
conoscenza di Paul Guillaume e i
fratelli Thayaht e Ram. Sempre a Firenze, poi, l’incontro
con Fosco, figlio dello scultore Antonio
Maraini
, commissario della Biennale di Venezia e del Sindacato Belle Arti.

I due, uniti anche dalla passione comune per l’alpinismo
(bellissimi i due ritratti a olio su compensato che fanno da pendant, Autoritratto con il Campanile Basso e Ritratto di Fosco Maraini o Ritratto di alpinista, datati 1933) si
sposeranno il 21 settembre 1935, come apprendiamo dall’inusuale partecipazione,
in cui la stessa Topazia sigla il disegno a china che li ritrae di spalle,
abbracciati e nudi, che guardano un orizzonte montuoso.

Passano gli anni e, tra una vicenda e l’altra, con il suo
charme di sempre, la vivacità innata e una generosità che sono in molti a
riconoscere, la nobildonna si trasferisce nella Capitale. È qui che apre la
Galleria Trastevere, in piazza in Priscinula, punto di riferimento della scena
artistica romana (e non solo) tra il ‘58 e il ‘63. Di lì sono passati Manzoni, Cascella, Colla, Castellani, Nuvolo, Bonalumi, Melehi, Turnbull, nonché i critici Menna, Fagiolo, Bonito Oliva, Alloway,
Kultermann, Sylvester.


“Topazia ha
imboccato nuovi percorsi nel cammino dell’arte, da sostenitrice e teorica, non
più da artista: le scelte e le modalità stilistiche sono ormai assai diverse
rispetto al passato, un filo doppio la lega all’avanguardia, lei è sempre per
il moderno, per il nuovo, e si è visto che le sue attrazioni per l’astratto
risalgono ad anni antesignani. Per lei è importante ora soprattutto fare
incontri e viaggiare per farli, com’è nel suo Dna
”, scrive Anna Maria Ruta.

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Artura
Patten ritrae Topazia Alliata

Fosco
Maraini, marito di Topazia

manuela de leonardis

la rubrica libri
è diretta da marco enrico giacomelli


Anna Maria Ruta –
Topazia Alliata. Una vita nel segno dell’arte

Edizioni Kalós, Palermo 2010

Pagg. 117, € 16

ISBN 9788889224922

Info: la scheda dell’editore

[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

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