È una traversata nel decennio scorso quella proposta da Marco Belpoliti, docente di Sociologia della letteratura a Bergamo? Anche. Un decennio compreso fra due Crolli, quello del Muro e quello delle Torri. Maiuscole non per caso, visto che hanno rappresentato il muro e la torre per antonomasia, ma altresì i simboli di due forme d’organizzazione socio-politica. Gli anni Novanta, dunque, come età dei crolli e dell’estremismo, fra due apocalissi. Prevedibili? Addirittura auspicabili? Ovviamente nessuno ne ha parlato in questi termini, soprattutto per quanto concerne le Twin Towers. O meglio, qualcuno ha provato a farlo, ritrattando prontamente, come Damien Hirst e Karlheinz Stockhausen. E tuttavia, Belpoliti ci accompagna nel reperimento di alcuni sintomi meno chiassosi, che costituiscono una costellazione instabile di segni. Per esempio, Gordon Matta-Clark si produce in un doppio intervento: nel 1974, con The Space Between, evidenzia l’intercapedine fra le Torri monolitiche fotografate in bianconero; nel 1976, con Made in America, interviene con lo spray sul Muro. Il crollo immaginato-realizzato richiama le macerie, un tema che almeno in Germania ha un’antica tradizione, come testimonia Heinrich Böll. Belpoliti ricorda vari lavori che riflettono sulla questione, da Hans Haacke alla Biennale del 1993 a Lullaby (1994) di Cattelan o ancora Senza titolo (2001) di Wolfgang Staehle. Macerie significa inevitabilmente Sublime, ovvero “sgomento e piacere”. Ma attenzione, le macerie
Nel più classico stile retorico, Mario Perniola articola il suo Contro la comunicazione in una pars destruens e una pars construens dedicata all’estetica. La suddivisione interna e speculare si dispiega in 15×2 paragrafi. Argomentazioni fulminanti nella loro chiarezza. Ma non è uno stile aforistico o apodittico; piuttosto si dovrebbe definire icastico, sul quale si innesta un’ironia che giova all’“invettiva”. Per quanto si possano riassumere le tesi di un volume siffatto, la prima sezione prende il via dall’assunto secondo cui “l’epoca della comunicazione ha già toccato il suo punto culminante”. Ma quali sono le caratteristiche della comunicazione? Essa è priva di determinazioni, al contrario delle ideologie e finanche delle sensologie, quindi è massimamente totalitaria, poiché sussume “anche e soprattutto l’antitotalitarismo”. Ha un curioso imparentamento con la semiosi ermetica
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