Categorie: Libri ed editoria

saggi | Entrare nell’arte contemporanea | (Junior 2000)

di - 29 Maggio 2001

Francesco De Bartolomeis, decano della pedagogia italiana e socio dell’International of Art Critics, ha da sempre dimostrato particolare sensibilità nei confronti dell’arte contemporanea. Il suo ultimo lavoro (recentemente presentato alla GAM di Torino) è un’attenta lettura dell’arte contemporanea, ma non nel senso classico di successione cronologica di opere ed artisti. Il taglio particolare che gli ha voluto attribuire si nota già dando un’occhiata all’indice, da cui si comprende che il saggio vuole introdurre all’arte contemporanea attraverso una profonda lettura dei significati, dei moti che vi orbitano intorno. Ammettiamo pure che il termine arte contemporanea per molti abbia ancora un significato non del tutto chiaro, anzi, spesso tale significato rimane incomprensibile: De Bartolomeis vuole accompagnare il lettore in un percorso di conoscenza ed attraverso la lettura critica di alcune opere, lo stimola ad un approfondimento critico per arrivare a comprendere veramente il significato, tutti i significati impliciti nell’arte contemporanea.
È un saggio che si può aprire e leggere senza seguire l’ordine dei capitoli. In tal modo si può tessere una trama di significati, si può cominciare un discorso ogni volta diverso e ricco di divagazioni sulla contemporaneità. Come ha fatto per esempio il pittore torinese Giorgio Griffa nel suo intervento durante la presentazione del libro, quando ha citato la seguente frase: “lI pittore dipinge la pittura” (pag. 169). Ecco dunque un pretesto per parlare di arte contemporanea che in modo sorprendente riconduce a Giotto ed ai suoi due angeli nella Cappella degli Scrovegni che aprendo la scena con le mani sembra dicano “noi non abbiamo bisogno di didascalie come la pipa di Manritte!”. Sorprendente come l’arte si presti a giochi di questo genere!
Si parla di astrazione, una tematica centrale nell’arte contemporanea. Che significato si nasconde dietro questo termine apparentemente definito? Il manualista gli assegna un significato che suona all’incirca come “prescindere dalla realtà”, sostituire con segni, simboli il dato reale, quindi rielaborare il concreto attribuendogli un surplus di indefinito.
Non si pensi a questo testo come ad un manuale pedante e ripetitivo come spesso siamo abituati ad averne fra le mani. Parla di tematiche molto consolidate in modo chiaro senza inutili complicazioni, ovviamente il panorama artistico è completo per dovere di cronaca, ma il taglio non è assolutamente da catalogo ragionato e pedante. La lettura può raggiungere livelli di approfondimento e comprensione diversi, è appropriata sia per il lettore digiuno che per il cultore della materia. Senza ombra di dubbio va letta e riletta perché vi si scovano ogni volta significati nuovi. È quasi come un’opera d’arte che si arricchisce sempre di significati e che non si esaurisce con il primo sguardo.
Viene fatta una critica alla didattica che oggi vuole grandi scolaresche inconsapevoli ed annoiate affollare i musei. E subito viene posta la domanda legittima sul ruolo di tali operazioni con orde di studenti presenti solo per fare audience. Non è più logico chiedersi se una mostra merita veramente di essere vista? Insomma vengono toccati temi interessanti che riguardano l’arte contemporanea in senso lato, si tende ad allargare l’obbiettivo per abbracciare altri campi che toccano la contemporaneità.
In ultima battuta vorrei concludere citando un passo: ”Entrare nell’arte. una prospettiva di avventura e di scoperta. Un’occasione per sentirsi diversi in fatto di capacità, per abbattere convenzioni, per avanzare in misteriose zone di luce ma anche per trovarsi in stimolanti difficoltà. Ciò per cui un determinato prodotto è arte non si vede immediatamente. Si scopre lentamente e improvvisamente in un processo senza fine”. (Introduzione, pag. 8)

Michela Cavagna




Francesco De Bartolomeis, Entrare nell’arte contemporanea, Edizioni Junior, Azzano San Paolo 2000, p.332, £.40.000 € 20.66.


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