La Parigi dei primi decenni del secolo raduna tra due delle sue buttes un numero sorprendente di artisti: pittori, scultori, poeti, eclettici, istrioni. Vengono da tutto il mondo, dalla provincia francese come dalla Russia o dall’America, i pittori a raccogliere l’eredità di Cézanne, gli scrittori a seguire la traccia lasciata da Verlaine e Rimbaud. Si ritrovano in appartamenti fatiscenti, il Bateau Lavoir, la Ruche, o nei bistrot, al Lapin agile, il Café du Dome, la Rotonde. Fumano oppio. Bevono molto. Non mangiano quasi mai. Alcuni di loro si arricchiranno velocemente, altri morranno prima di vedere decollare le quotazioni delle loro opere. Tutti insieme scrivono una pagina fondamentale della storia dell’arte.
Nella prefazione Dan Franck dichiara: “Uno scrittore ha la sua lingua. Questa è la mia”. È difficile dare una definizione tecnica di questo testo. Libro di storia dell’arte? Romanzo? Saggio storico? L’autore puntualizza: “Non sono uno storico dell’arte”. Montmartre & Montparnasse è un libro a sé, è il racconto di una saga, è un appassionato tributo reso alla memoria di schiere di pionieri che hanno sofferto l’indigenza e l’emarginazione per una sola causa: l’arte. I protagonisti sono tutti presenti nel libro: Utrillo, Picasso, Matisse, Derain, Vlaminck, Foujita, Soutine… le loro compagne, amanti, modelle, i mecenati, i mercanti, e le figure “minori”, i proprietari dei café e delle osterie che spesso concedevano un piatto di minestra o un bicchiere di vino in cambio di un disegno, i tolleranti portinai, i gendarmi… Franck ci parla degli eventi storici, come il Salon d’Automne del 1905 o la nascita dei movimenti e delle opere, ma ci racconta anche gli aneddoti, le vicende della vita quotidiana, la solidarietà, le rivalità.
Lo stile di Franck è immediato e scorrevole, dotato di tutte le qualità della prosa di un romanziere. È un libro apprezzabile per la serietà del saggio storico e appassionante per il piglio da romanzo.
Una critica può essere fatta riguardo alla decisione dell’autore di spingersi fino agli anni ’30 e oltre, dando troppo spazio al Surrealismo e ai suoi protagonisti. Questa digressione serve solo a dare la misura della distanza che separa la Parigi di Breton e Aragon da quella di Picasso, Max Jacob e Modigliani.
A cura di Pietro Gaglianò
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Grazie per questa bella recensione. Devo trovarlo!! E' interessantissimo.
CONFERMO IL GIUDIZIO DI ALFREDO SULLA RECENSIONE. ANCHE IO ACQUISTERO' AL PIU' PRESTO IL LIBRO.
E' proprio l'argomento anche ad invogliare!
Veramente una recensione che invoglia a comprare il libro...
Sono sempre stato un appasionato della cultura e storia francesi, nonchè italiane. La recensione qui trovata, ricca di dettagli sulla vita culturale della Parigi dell'inizio di secolo risveglia la mia curiosità sugli argomenti accennati, invogliandomi alla lettura di questo saggio.
critica coinvolgente ed appassionante. Ti contatterò personalmente per approfondire l'argomento, per ora mi leggerò il libro.
Sono in possesso del libro "Montmartre e Montparnasse". Voglio definire il volume come vecchio e nuovo allo stesso tempo. Sono un appassionato di Parigi su cui ho molti volumi e parecchi giorni passati in questa città in questi anni. Sono appassionato di pittura, nonchè pittore e poeta, e voglio dire che le notizie che ho trovato in questo libro sono quelle storiche e vecchie, più conosciute, ma approfondite al meglio ed espresse in modo tale da dare un vero coinvolgimento emotivo. Inoltre vi sono quadretti, scorci, curiosità così misteriose e sconosciute, ma così utili a rendere il carattere dei protagonisti e la loro opera in modo più preciso. Un' ottimo libro.