Direttamente dal Sessantotto, il romanzo di Rosemary Tonks che prelude al femminismo senza parlare di femminismo. Il Baccalà, scomparso dagli scaffali delle librerie per anni, è tornato alla stampa per la prima volta in Italia edito da Il Saggiatore, con la traduzione di Alessandra Castellazzi.
L’autrice inglese aveva due predilezioni nella sua scrittura: il tema amoroso e la sua città, la Londra dei Swinging Sixties; le piaceva scrivere poesie, romanzi, critiche e anche dipingere, tutto con la mano sinistra. Si racconta che indossasse un guanto nero alla mano destra, compromessa dalla poliomielite contratta in Pakistan durante i suoi anni lì col marito da cui poi divorziò. Rosemary Tonks scriveva di storie d’amore disilluso, di intrecci e relazioni tra persone e pensieri. Nel ’68 pubblicò Il Baccalà, pochi anni dopo sparì nel nulla, ritirata a vita privata dopo la conversione al cattolicesimo radicale. Fu a quel punto che la scrittrice, pentita, decise di dare alle fiamme tutti i suoi scritti. Per fortuna, in qualche modo l’opera di Rosemary Tonks è sopravvissuta ai suoi fuochi.
Il Baccalà è un romanzo breve, acerbo e mordace, spiana la strada a un certo Femminismo raccontando la vita di Min, ragazza incurante delle convenzioni sociali e tutta presa dai suoi pensieri sull’attrazione. Min è una ventenne che vive a Londra e lavora alla BBC radio, anche la Tonks collaborò con la BBC per un poema sonoro sperimentale. La protagonista del romanzo è sposata con George che è «il custode dei libri non stampati al museo», il British Museum. Però George è solo uno degli uomini di Min, in tutto il romanzo quello più invisibile tra i vari tipi che le ruotano attorno. Il vicino di casa, amico e confidente Claudi, il giovane collega Fritz e Billy, di cui cerca di non innamorarsi. Poi c’è il Baccalà: un baritono in sovrappeso per cui prova un sentimento che oscilla tra repulsione e implicita attrazione, che le regala un quadro appena dipinto e la invita all’opera. In questa mappa di relazioni scopriamo vari tipi di uomini di cui Min discute al telefono con le sue amiche Jenny e Racquel. La protagonista de Il Baccalà lascia spazio a tutta la sua curiosità e si affaccia al piccolo mondo psico-relazionale del sesso maschile con la complessità del pensiero di donna e la scioltezza di una sessantottina, dissoluta e senza peli sulla lingua. In questo senso il romanzo anticipa quella libertà che si sarebbe riflessa anche nell’emancipazione sessuale negli anni seguenti quello di pubblicazione, il Sessantotto. Min è il ritratto di una libertina inglese che vive le relazioni con la stessa complessa leggerezza dell’adolescenza, completamente al di fuori degli schemi sociali della banale conformità. Il Baccalà è un antipasto dell’opera di Rosemary Tonks, pungente, intimo, vizioso.
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