Se il caldo incessante vi spinge a pianificare una fuga lontani dalla città, ma non riuscite a immaginare di rinunciare all’arte e alla bellezza dei musei anche in vacanza, una buona soluzione può essere immergersi ne Il Museo del Mondo di Melania G. Mazzucco. L’autrice, una delle voci più autorevoli della narrativa contemporanea italiana, già vincitrice del Premio Strega nel 2003 con il romanzo Vita, apre le porte del suo personalissimo museo, conducendo il lettore in un affascinante percorso letterario tra capolavori di ogni epoca e stile.
Il Museo del Mondo è un luogo immaginario che prende vita e si anima pagina dopo pagina. Un progetto nato dall’idea di creare uno spazio, seppur fittizio, capace di accogliere tutte quelle opere care all’autrice che nessun museo reale potrebbe contenere tutte insieme. Da Ad Parnassus di Paul Klee, che apre la raccolta, a Black Iris di Georgia O’Keeffe, dalla Venere di Urbino di Tiziano fino alla Presentazione di Maria al Tempio del veneziano Tintoretto, autore, quest’ultimo, caro alla Mazzucco. Nessun biglietto d’ingresso, nessuna interminabile coda. Le pagine del libro racchiudono in sé le storie affascinanti dei dipinti accuratamente selezionati descritte in maniera chiara ma mai banale.
Nello scegliere le opere, la Mazzucco privilegia la pittura, focalizzandosi esclusivamente su di essa. Qui trovano spazio solo i dipinti di artisti «con i quali vale la pena trascorrere del tempo»: non solo i lavori di grandi maestri come Raffaello, Goya o Picasso, ma anche quelli di autori meno noti al grande pubblico come Nicolas de Staël, Edward Burne-Jones o Mathis Grünewald, solo per citarne alcuni. In tutto sono presenti cinquantadue capolavori, ma non mancano opere meno note, e per questo un po’ più interessanti, come Arringhe affumicate di Vincent Van Gogh o Il lanciatore della rete di Suzanne Valadon.
L’intento dell’autrice non è quello di costruire una storia antologica dell’arte mondiale, né di offrire un canone con cui interpretare l’arte. La selezione rispecchia un unico punto di vista: quello personale di chi scrive. A guidare questa scelta è il desiderio profondo di godere nuovamente di queste opere, di trascorrere ancora del tempo in loro compagnia e di celebrare la gioia che sanno regalare. Questo criterio, intimo e soggettivo, è ciò che ha plasmato il percorso tra i secoli scandito dai capitoli, o meglio dalle stanze, del Museo del Mondo. Il libro non è solo una raccolta di opere celebri, ma un vero e proprio viaggio sensoriale e intellettuale. La Mazzucco non si limita a descrivere i dipinti e le sculture, ma li contestualizza, li arricchisce di storie, aneddoti e riflessioni personali che ne ampliano la comprensione e l’apprezzamento. È un invito a vedere l’arte con occhi nuovi, a scoprire i dettagli nascosti e a lasciarsi ispirare dalle emozioni che ogni opera suscita.
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