In un’epoca in cui il turismo culturale è ormai sinonimo di consumo, una guida ci offre la via alternativa della scoperta lenta, dell’ascolto e della piccola meraviglia autentica. Perché c’è una Firenze che sfugge alle cartoline, ai grandi flussi e ai percorsi già tracciati: è quella che Ginevra Poli, storica dell’arte e giornalista, racconta nel suo nuovo volume, uscito il 7 ottobre 2025 in coedizione Feltrinelli/Morellini. Una guida pensata per chi vuole scoprire la città con lo sguardo di chi la vive ogni giorno, tra storie, tradizioni e dettagli spesso invisibili a un occhio distratto.
Nel segno di una narrazione colta e accessibile, che procede con la precisione della studiosa e con la curiosità della narratrice, Firenze si inserisce in una collana che vuole aggiornare l’esperienza della guida, grazie anche a strumenti digitali che amplificano l’esperienza di viaggio: playlist Spotify, podcast su Loquis, QR code che rimandano a contenuti audio e video, un PDF light scaricabile su smartphone o tablet. Una proposta editoriale che porta la città nel presente, combinando il piacere della lettura con l’interattività dei nuovi media.
Il volume accompagna lettori e viaggiatori lungo itinerari inusuali, per mezza giornata, un weekend o più giorni. con suggerimenti su dove mangiare, dormire, fare acquisti o semplicemente perdersi. Non mancano un calendario di eventi e feste tradizionali, un glossario dialettale e un repertorio di librerie, botteghe e luoghi d’arte da scoprire lontano dai circuiti più affollati.
«Firenze, sarà sufficiente una sola vita per conoscerti davvero?», si chiede l’autrice nelle prime pagine. È da questa domanda che nasce il libro: un atto d’amore verso la città ma anche un invito a rallentare lo sguardo, a osservare, a lasciarsi sorprendere. «Ho raccolto ciò che conosco, ma anche ciò che ancora mi sfugge. La conoscenza, come la mia città, non si esaurisce mai», scrive ancora Poli.
A completare la guida, le fotografie di Leonardo Mincolelli, giovane fotografo fiorentino del quartiere di San Frediano, che con uno sguardo partecipe restituisce la luce e l’atmosfera di una città viva, quotidiana e imperfetta. Le sue immagini, intime e spontanee, si allontanano dalla retorica monumentale per raccontare la Firenze dei gesti, dei volti, delle ombre sui muri.
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