La nascita di una nuova galleria rappresenta sempre un appuntamento importante. Se questo avviene in una realtà come quella marchigiana, in cui l’arte contemporanea si scontra giornalmente con realtà storiche ben più radicate, l’evento acquista un valore ancora più particolare: un nuovo operatore, un nuovo piccolo tassello, si è aggiunto a coloro che operano per la diffusione e per la sensibilizzazione ai nuovi mezzi espressivi.
Nel neonato spazio diretto da Roberto Bencivenga si svolge la mostra inaugurale che vede protagonista Heidi McFall, un’artista americana giovane, ma non per questo sconosciuta ad un pubblico di critici attenti.
In collaborazione con Annina Nosei Gallery di New York e con l’apporto critico di Francesca Pietracci la mostra presenta quattro ritratti in bianco e nero di
La sensazione immediata che l’opera dà allo sguardo è quella di una rappresentazione trasversale dell’animo umano. È come se l’artista non volesse toccare l’interiorità –una realtà forse troppo vera o priva d’interesse- che si trova al di là di quegli occhi, di quei visi.
I personaggi rappresentati –tutte donne- volgono lo sguardo in un determinato punto esterno al quadro e i loro occhi sono socchiusi, quasi accecati da un raggio luminoso proiettato direttamente su di essi. Il gioco di luci ed ombre, creato dall’abile manualità dell’artista, non fa che rendere ancora più misteriosa una scena già costruita sull’ambiguità e sulla non rivelazione di ciò che si trova oltre ad una semplice realtà fenomenica.
Generalmente si tratta di visi belli, piacevoli i cui tratti vengono accentuati dall’uso magistrale del carboncino e dei pastelli. Self-portrait ad esempio, acquista una particolare forza espressiva nello sfocato, facendoci riflettere sul messaggio dell’artista e sulle attuali modalità rappresentative.
A proposito di questo, Francesca Pietracci recita così nel testo del catalogo: Il ritratto rappresenta uno dei modi di volere o di dovere apparire di una singola persona, sia che l’artista segua nella realizzazione il dato caratteriale (sfera psicologica), sia che segua il dato oggettivo (sfera scientifica).
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