L’anno scorso Frieze London inaugurava Smoke, un nuovissimo settore dove la ceramica esplorava storie indigene e di diaspore, trasformandosi in una delle forme estetiche più impattanti nell’arte contemporanea (ve ne parlavamo qui). Poco distante, in Belgio, sempre nel 2024, Ceramic Brussels debuttava nel mare magnum delle fiere internazionali con un’offerta decisamente selettiva: una kermesse interamente focalizzata sulla ceramica, tra nomi di giganti e di artisti emergenti che si sono imbattuti, o specializzati in esclusiva, in questo materiale d’eccezione. Spopola e viene riscoperta la ceramica da una fiera all’altra del mondo, e così il suo mercato. E accoglie il messaggio Ceramic Brussels, che nel 2025 annuncia la sua seconda edizione: 65 gallerie da 15 Paesi, con opere di oltre 200 artisti moderni e contemporanei, per un’esplorazione trasversale del medium. Quando? Dal 23 al 26 gennaio. Dove: al Tour & Taxis di Bruxelles.
Sguardo in anteprima ad alcuni nomi della fiera. C’è il colosso Almine Rech, che presenta una mostra collettiva con una selezione avvincente di artisti, tra cui Thu Van Tran, Jean-Baptiste Bernadet, Oliver Beer, Nobuhito Nishigawara, Gordon Cheung ed Eric Croes. O ancora le gallerie americane Hostler Burrows e HB381 Gallery, che collaborano a una mostra congiunta, presentando opere di Maren Kloppmann, Marianne Huotari, Sigve Knutson, Sakari Kannosto, Caroline Slotte, Marit Tingleff e Marianne Nielsen. Presente anche una mostra personale dell’ospite d’onore Elizabeth Jaeger ospitata negli spazi di Mennour, e poi ancora una rara esposizione di ceramiche di Picasso da parte della Hélène Bailly Gallery (a proposito di nomi altisonanti). Da non perdere anche una straordinaria porta in ceramica alta 4 metri del designer francese Vincent Dubourg, a presentarla in fiera è la Galerie Sene Ouverte di Parigi.
C’è qualche novità rispetto al debutto della prima edizione. Nel 2025, Ceramic Brussels introduce una sezione dedicata alle gallerie che rappresentano la ceramica moderna del XX secolo. «Questa aggiunta», spiegano gli organizzatori, «offre una prospettiva sfumata sull’attuale scena della ceramica, promuovendo un dialogo tra la ceramica contemporanea e le opere iconiche che hanno plasmato il mezzo nel corso dell’ultimo secolo e continuano a influenzare gli artisti della ceramica fino ad oggi. Soprattutto, questa sezione riflette anche l’attuale interesse del mercato per la ceramica moderna, sottolineandone il ruolo fondamentale nella crescente rilevanza del settore». Appuntamento a fine gennaio.
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