Mahmoud Saïd, Maisons à Aïtanit, 1951. Courtesy of Sotheby's
Un nuovo appuntamento in arrivo nella sede di Sotheby’s Londra, in New Bond Street. La casa d’aste presenterà il 23 aprile A Love Letter to Beirut: Arts and Culture, 1960s – 2020s, una vendita dedicata alle opere di oltre 45 artisti in maggior parte libanesi, insieme ad altri siriani, palestinesi, egiziani e iracheni, che hanno trovato in Beirut una forte ispirazione per le proprie ricerche artistiche, attraverso una relazione con il Paese data da residenze, visite, amicizie, esperienze di insegnamento o esposizioni. L’asta si compone di dipinti, acquerelli, tecniche miste e sculture, seguendo le tracce del Modernismo di metà Novecento e arrivando fino ai giorni nostri. «Volevamo creare un momento per assaporare la ricchezza di questa cultura e di questa storia, gettando una lente sul Libano come luogo di magia e ispirazione e, così facendo, innescando nuovi dialoghi interculturali in mezzo al crescente appetito globale per questi artisti», afferma Alexandra Roy, responsabile vendite di Sotheby’s Medio Oriente Moderno e Contemporaneo.
La maison ha già presentato il catalogo con una prima esposizione nella sede di Dubai nel DIFC, dal 26 febbraio al 1 marzo, in concomitanza con la fiera Art Dubai, in una città «dove gli amanti dell’arte di tutto il mondo si riuniscono, discutono e forgiano nuovi percorsi», racconta Katia Nounou-Boueiz, responsabile di Sotheby’s Emirati Arabi Uniti, e «alla luce di questi stretti legami culturali, è più che opportuno celebrare un’altra delle sfere artistiche della regione, che è essa stessa una calamita per la creatività». Qui sono stati presentati anche i lotti dell’asta Arts of the Islamic World & India, con ulteriori opere moderne e contemporanee, tra cui due rari dipinti del pioniere iraniano Bahman Mohasses del 1964, stimati $ 150-200 mila ciascuno. L’intera selezione verrà poi esposta nella sede di Londra dal 19 al 22 aprile, inaugurandone la vendita.
In A Love Letter to Beirut spiccano tra le molte opere il dipinto astratto dell’artista di Beirut Etel Adnan del 1965, una delle personalità più apprezzate della regione che sarà presente anche alla 60° edizione della Biennale di Venezia, con una delle stime più alte ($150-250 mila); l’opera Maisons à Aïtanit del 1951 di Mahmoud Saïd, considerato il fondatore dell’arte egizia moderna; insieme al dipinto del 1972 di Aref el Rayess dai motivi tradizionali e culturali dell’Africa occidentale; e Seascape del 1951 dell’artista Saliba Douaihy, dagli intensi colori che traducono in distinti piani i paesaggi del Libano. Sul lato scultoreo invece spiccano le opere di Saloua Raouda Choucair, con un pezzo dalla Repetitive Dual Series del 1988-90, considerata la prima artista astrattista moderna della regione, insieme a quella di Mona Saudi del 1980 e Mother & Child del 1994 dell’artista iracheno Mohammed Ghani Hikmat, uno dei maggiori esponenti nel campo della scultura araba.
Il 23 aprile, Sotheby’s presenterà anche la sua asta biennale Modern & Contemporary Middle East che riunisce le opere di artisti provenienti dalla penisola arabica, dal Nord Africa, dall’Iran e dalla Turchia.
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