Take a sad song and make it better. Non potevano immaginare di vedere il loro capolavoro venduto in versione digitale, i Beatles, quando incidevano Hey Jude nel lontano 1968. Si chiamava Hey Jules, allora, e Paul McCartney la scriveva per confortare Julian, il figlio di John Lennon, durante la separazione del padre dalla madre Cynthia. Remember to let her into your heart, then you can start to make it better. A distanza di oltre cinquant’anni è proprio lui, Julian Lennon, a catapultare quel tesoro – al tempo stesso personalissimo e universale – nel 2022. Come? Trasformandone il testo, insieme ad altri cimeli, in scintillanti NFT.
«Ho collezionato questi oggetti personali per circa 30 anni», ha dichiarato a Variety, «e mi stavo stufando di vederli rinchiusi in un caveau, dove li ho tenuti perché non volevo danneggiarli». Ed ecco quindi il risultato della sua invidiabile raccolta. Primi fra tutti, gli appunti di Hey Jude – dicevamo – che verranno venduti in forma digitale con una “narrazione audio esclusiva” dello stesso Julian (base d’asta: $ 30.000).
Ma non solo. Tra i memorabilia dell’incanto anche tre chitarre Gibson (da $ 4000 ciascuna), seguite da due abiti indossati da John Lennon: il cappotto del Magical Mystery Tour (a partire da $ 6000), e l’iconico mantello nero comparso sul set di Help! (da $ 8000) – tutto sempre in formato digitale. Parte del ricavato della vendita sarà destinata alla filantropica White Feather Foundation di Julian Lennon. Appuntamento al 7 febbraio, da Julien’s Auctions con gli NFT di una band senza tempo.
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