Categorie: Mercato

Da Cambi Casa d’Aste, un viaggio nella ceramica europea e persiana

di - 7 Aprile 2026

Da Cambi Casa d’Aste, piatti, coppe e legumiere diventano veicoli di storie centenarie. L’asta Maioliche, Porcellane e un Vetro Veneziano in programma il 15 aprile, a Genova, non è solo una vendita, ma un vero e proprio viaggio nella storia delle arti decorative – e un’esposizione aperta al pubblico, nei giorni 10, 11, 13 e 14 aprile. Così, al Castello Mackenzie, ogni oggetto racconta provenienza, gusto, tradizioni, e chi partecipa potrebbe portarsi a casa un frammento di passato. C’è una preziosa selezione di maioliche rinascimentali, barocche e settecentesche in catalogo, prodotte dalle più importanti manifatture italiane come Faenza, Urbino, Deruta, Castelli e Savona, accanto a raffinate porcellane europee – da Meissen a Sèvres, da Doccia a Vienna – che testimoniano l’evoluzione del gusto tra XVIII e XX secolo.

©Cambi Casa d’Aste

Qualche esempio? La coppa di Montelupo, eseguita a metà del XVI secolo, decorata nel recto con la scena della Crocifissione. Attorno, nella tesa, si dispongono eleganti partizioni che racchiudono tralci di quercia stilizzati su fondo bianco e blu nel genere cosiddetto “a quartieri”. «Siamo in presenza un’opera il cui primo punto di interesse risiede nell’avere un’alta valenza collezionistica», riporta la scheda di catalogo, «essendo appartenuta ad una prestigiosa collezione europea, quella di Eugen Miller von Aichholz (1835- 1919), mecenate austriaco che a Vienna costituì un’ importante collezione d’arte, composta principalmente di oggetti del Rinascimento italiano». La stima è di € 8000-15.000.

Dalla tradizione di Faenza proviene invece un’importante coppa compendiaria databile al penultimo quarto del XVI secolo, caratterizzata da una parete modellata a stampo e da una figura femminile stante al centro, raffigurata mentre regge un cesto ricolmo di frutta – forse un’allegoria dell’abbondanza o forse una rappresentazione di Pomona, dea romana della coltivazione e della cura dei frutteti. Il catalogo include anche un raro esempio di arte vetraria veneziana: si tratta di una coppa in vetro incolore, eseguita tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, decorata a smalti policromi con due figure mitologiche – probabilmente tritoni o geni acquatici – immerse in un paesaggio fluviale stilizzato. Il linguaggio figurativo rivela un dialogo tra tradizione tardo-gotica e suggestioni rinascimentali, tipico della produzione muranese del periodo.

©Cambi Casa d’Aste

È un viaggio attraverso i secoli, quello proposto da Cambi: il Settecento è rappresentato, tra gli altri, da una rara legumiera faentina dipinta da Filippo Comerio presso la Fabbrica Ferniani. «Da segnalare che l’opera da un punto di vista collezionistico era un tempo presso la prestigiosa raccolta Crespi di Milano», riporta la scheda di catalogo. Poi, a proposito della cifra stilistica dell’artista: «Qui il pittore manifesta la sua inconfondibile maniera in due scenette dipinte sul coperchio, confermandosi interprete geniale del gusto arcadico, tradotto con freschezza di tocco e sobrietà cromatica: scenette animate da caratteristiche “macchiette” disegnate in bruno e con campiture in verde liquescente, di tenerezza acquosa, che il bianco di fondo rende in molti punti trasparente e luminoso. Inoltre, assolutamente originale di quest’opera è la voluta della presa, slanciata come un’onda verticale, arricchita alla base da elementi floreali plastici, in cui spiccano rose naturalistiche di color rosso porpora, ripresi anche sulle pareti esterne della conca: gli stessi che la fabbrica applicava come eleganti elementi accessori, in altre forme “chiuse”, specie nelle prese delle zuppiere». La stima: € 3000-5000.

© Cambi Casa d’Aste

Preziosa anche la sezione dedicata alla porcellana, con un focus sulla produzione russa tra XVIII e XIX: vedi il piatto realizzato per lo Zar Paolo I, con il monogramma imperiale incorniciato da foglie di quercia, simbolo di forza e longevità, e da una decorazione dorata (stima € 800-1200). In apertura del catalogo, da non perdere gli esemplari di coppe, ciotole e piatti persiani, di mattonelle epigrafiche (bellissima quella proveniente dall’Iran, del XIII-XIV secolo, stimata € 500-700) e di piastrelle. Appuntamento a Genova.

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