Non ci sono solo dipinti milionari tra i lotti speciali dell’ultimo semestre. A inizio luglio, a Londra, Christie’s ha venduto una prima edizione del libro d’esordio di Galileo Galilei, Dialogo de Cecco di Ronchitti da Bruzene in perpuosito de la stella nuova. Un vero tesoro: innanzitutto per la sua rarità, si sa dell’esistenza di altre undici copie, conservate in istituzioni, e solo sette di queste sono complete come l’esemplare aggiudicato da Christie’s. Ma anche per il suo contenuto, che riassume già molti dei temi fondamentali della carriera di Galileo Galilei, gli stessi che più avanti lo faranno accusare di eresia dall’Inquisizione, nel 1633.
Si tratta di un breve dialogo tra due contadini, scritto in dialetto padovano (grazie anche al contributo del padovano Girolamo Spinelli), quindi in un linguaggio informale e particolarmente scorrevole. Galileo rinunciò al latino per quest’opera, la lingua ufficiale degli intellettuali, e diede così vita a una accessibile confutazione delle teorie aristoteliche sul cielo.
Per quanto riguarda il contenuto, invece, l’episodio da cui scaturì la scrittura è l’apparizione di una supernova del 1604 (oggi nota come Supernova di Keplero), un’esplosione stellare brillante e luminosa che segna la fine della vita di una stella; ma tutto questo, nel Seicento, era ancora terreno sconosciuto. Da qui, “La nuova stella” del titolo del dialogo.
L’anonimato della pubblicazione (che uscì sotto il falso nome di Cecco di Ronchitti da Bruzene) consentì a Galileo Galileo e Girolamo Spinelli di mettere in discussione le idee dominanti, promuovendo un approccio fondato sull’osservazione empirica. «Il fatto che», spiegano gli esperti di Christie’s, «adottassero uno pseudonimo dà un’idea del clima intellettuale teso che si respirava all’epoca».
Per molti versi, quest’opera di Galileo, la sua primissima, pubblicata nel 1605, anticipò il suo titolo più famoso, il già citato Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (1632). Presto spiegata la ragione per cui da Christie’s, quest’estate, l’opera ha superato tutte le aspettative: ha totalizzato £ 1,1 milioni (premio incluso), a fronte di una stima di £ 500.000-700.000. Un nuovo record per qualsiasi opera di Galileo mai passata all’asta.
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