Categorie: Mostre

Dal vulcano alla Quadreria: Bizhan Bassiri al Museo Correr

di - 4 Marzo 2026

«Trovandomi per la prima volta sul cratere, ho sentito la condizione magmatica come fosse il sangue che circolava nelle vene e il cervello nella sua condizione creativa. Da allora, sono ospite di questo tempio dove i fantasmi prendono corpo e le pietre paiono somme animali».

È in questa dichiarazione dell’artista italo-iraniano Bizhan Bassiri che si condensa il nucleo generativo della sua ricerca: l’incontro con il vulcano —in particolare con il Vesuvio— e con la sua presenza geologica e sovratemporale. Da questo magma ribollente Bassiri trae una vera e propria esperienza fondativa, insieme biologica e cosmica: il rosso movimento dell’interno del vulcano è per lui principio vivente, un flusso energetico che assimila corpo e pensiero e che infonde, secondo lui, ogni forma di creazione artistica. È da questa epifania che prende forma, nel 1984, il Pensiero Magmatico, sistema poetico e teorico che attraversa l’intera produzione dell’artista e si concretizza nel suo Manifesto del Pensiero Magmatico (1984–2025).

Ed è proprio questo stesso flusso energetico che si dirama anche nella mostra Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico, allestita nelle sale del Museo Correr di Venezia. L’esposizione, a cura di Chiara Squarcina e Bruno Corà, si configura come un’estensione spaziale di quella prima esperienza sul cratere. La Sala delle Quattro Porte – parte della Quadreria al secondo piano, nell’intervento museografico firmato da Carlo Scarpa– diventa in questo contesto un “tempio” in cui presenze e memorie convivono e si attivano come entità vive.

Bizhan Bassiri, 90 “VOLTI”, Elaborazione Fotografica, 100X70 cm

Al centro dello spazio emerge la figura del Principe, alter ego e icona ricorrente dell’artista. Nottambulo per definizione – colui che abita la soglia tra visibile e invisibile – il Principe presidia simbolicamente due delle quattro porte, assumendo così una funzione liminale: è il pensiero che veglia, che attraversa il tempo senza appartenergli.

Attorno a questa presenza si sviluppa il ciclo dei 90 Volti, genealogia ideale che riunisce artisti dal Rinascimento ai nostri giorni, non più in vita. Tra essi compaiono Piero della Francesca, Donatello, Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Gian Lorenzo Bernini, Marcel Duchamp, Paul Gauguin e Alberto Burri. Disposti in modalità sospesa e scalare, i ritratti si innalzano lungo le pareti come un albero genealogico che dissolve la linearità cronologica. La storia dell’arte non è qui successione di stili, ma campo energetico condiviso: una comunità di “fantasmi” che, per riprendere le parole dell’artista, prendono corpo nello spazio espositivo.

La dimensione rituale è rafforzata dalla presenza dell’Erme Aurea, in bronzo tirato a specchio, che funge da asse simbolico e riflettente. La superficie lucida cattura l’ambiente e lo restituisce frammentato, rendendo così percepibile un’identità atemporale che si costruisce nello sguardo del visitatore. Accanto, la scultura Meteorite introduce una tensione ulteriore verso l’alto, evocando un’origine cosmica che amplia la prospettiva vulcanica in direzione celeste: dal cratere alla volta, dal sottosuolo allo spazio siderale.

Bizhan Bassiri, 90 “VOLTI”, Elaborazione Fotografica, 100X70 cm

Questa dimensione sovratemporale è essenziale per Bassiri e infonde tutta l’apparato espositivo: la Quadreria del Correr, tradizionalmente luogo deputato alla conservazione e alla narrazione storico-artistica, viene infatti riattivata come dispositivo contemporaneo e il ritratto, lungi dall’essere mera rappresentazione fisionomica, diventa spazio di confronto tra epoche.

Come racconta l’artista: «Nottambulo del Pensiero Magmatico, il Principe, è l’alter ego attraverso cui la mia ricerca si manifesta. Nella Sala delle Quattro Porte, tra l’Erme Aurea – spina dorsale e custode silenzioso dello spazio – e i 90 volti di artisti dal Rinascimento ai giorni nostri, ogni opera dialoga con la luce, i materiali e l’architettura. Il percorso invita il visitatore a percepire l’arte come esperienza viva, dove tempo, identità e memoria si intrecciano, stimolando una contemplazione profonda e l’esercizio dell’immaginazione. Qui passato e presente si incontrano, e la Quadreria del Museo Correr si apre a una lettura nuova, capace di evocare riflessioni sulla sovratemporalità dell’arte e sulla forza del pensiero creativo».

Bizhan Bassiri, PRINCIPE. Il nottambulo del Pensiero Magmatico Legno, pittura su carta, 320 × 120 cm (due dipinti speculari)

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