Categorie: Mercato

Finarte chiude con l’arte moderna e contemporanea

di - 16 Dicembre 2020

Saranno oltre 300 le opere all’incanto che si terrà a Roma il prossimo 18 dicembre: Finarte ci sorprende con l’ultimo appuntamento dell’anno tra disegni, dipinti e sculture all’insegna dell’arte moderna e contemporanea (qui l’e-catalogue completo).

Da Mario Schifano a Maria Lai: gli highlights del catalogo di Finarte

Al primo posto della nostra rassegna un eclettico Mario Schifano, con la sua creatività fuori dalle righe. Protagonista di Finarte, in particolare, un’enorme Parete per Free Climbing (6 x 1.5 metri!), la stessa che si trovava nel suo studio di Via delle Mantellate all’inizio degli anni ’90 (stima: 60.000 e 80.000 euro). E non è tutto, perché l’artista presenzia anche con una raffinata opera Senza titolo (1964) su carta, una fantasiosa tecnica mista e collage su carta valutata 10.000-15.000 euro.

Mario Schifano, Senza titolo (1964). Finarte

Si passa poi a La profezia suicida di Achille Perilli (1961), uno di quei Fumetti tipici degli anni ’60, subito riconoscibili per la presenza di segni misteriosi: liberi, eppure in sequenza, con certi titoli che sembrano evocare un impianto narrativo e chissà quale inedita storia. «Non è più la pittura, la bella pittura il fine del discorso», spiegava l’artista, «ma solo uno degli strumenti per rendere visibile quanto ancora è ignoto nell’uomo e all’uomo» (stima: 30.000-40.000 euro).

È il turno di Leoncillo Leonardi, lo scultore umbro che proprio in Italia, nel 2018, ha visto tagliare il suo traguardo migliore (969mila euro). A sfilare da Finarte, all’asta di arte moderna e contemporanea di venerdì, saranno una Coppia di candelieri (stima: 5.000-7.000 euro), un Servizio da tè in ceramica policroma smaltata (stima: 4.000-6.000 euro) e una grande Figura di Cariatide eseguita per la balaustra de La Rinascente, nel 1945 (stima: 20.000-24.000 euro).

Ed ecco infine Maria Lai, “l’artista bambina”, con la sua capacità senza eguali di giocare con l’arte e di tramutarla in qualcosa di poetico, di mistico, di straordinariamente puro; un gioco infinito di silenzi, il suo, di parole che si rincorrono, di legami che si stringono, sempre più. È il caso del Piccolo libro per Antonio (1989), realizzato con filo e ricamo su 26 carte stampate in xerotipia e poi cucite insieme, quasi a rievocare una delle frasi più belle della Lai: «L’opera d’arte occupa un piccolo spazio, ma come l’atomo, può sconvolgere uno spazio immenso» (stima: 10.000 – 15.000 euro).

Achille Perilli, La profezia suicida (1961). Finarte
Maria Lai, Piccolo libro per Antonio (1989). Finarte

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