Leoncillo, Coppia di candelieri (1948-1949). Finarte
Saranno oltre 300 le opere all’incanto che si terrà a Roma il prossimo 18 dicembre: Finarte ci sorprende con l’ultimo appuntamento dell’anno tra disegni, dipinti e sculture all’insegna dell’arte moderna e contemporanea (qui l’e-catalogue completo).
Al primo posto della nostra rassegna un eclettico Mario Schifano, con la sua creatività fuori dalle righe. Protagonista di Finarte, in particolare, un’enorme Parete per Free Climbing (6 x 1.5 metri!), la stessa che si trovava nel suo studio di Via delle Mantellate all’inizio degli anni ’90 (stima: 60.000 e 80.000 euro). E non è tutto, perché l’artista presenzia anche con una raffinata opera Senza titolo (1964) su carta, una fantasiosa tecnica mista e collage su carta valutata 10.000-15.000 euro.
Si passa poi a La profezia suicida di Achille Perilli (1961), uno di quei Fumetti tipici degli anni ’60, subito riconoscibili per la presenza di segni misteriosi: liberi, eppure in sequenza, con certi titoli che sembrano evocare un impianto narrativo e chissà quale inedita storia. «Non è più la pittura, la bella pittura il fine del discorso», spiegava l’artista, «ma solo uno degli strumenti per rendere visibile quanto ancora è ignoto nell’uomo e all’uomo» (stima: 30.000-40.000 euro).
È il turno di Leoncillo Leonardi, lo scultore umbro che proprio in Italia, nel 2018, ha visto tagliare il suo traguardo migliore (969mila euro). A sfilare da Finarte, all’asta di arte moderna e contemporanea di venerdì, saranno una Coppia di candelieri (stima: 5.000-7.000 euro), un Servizio da tè in ceramica policroma smaltata (stima: 4.000-6.000 euro) e una grande Figura di Cariatide eseguita per la balaustra de La Rinascente, nel 1945 (stima: 20.000-24.000 euro).
Ed ecco infine Maria Lai, “l’artista bambina”, con la sua capacità senza eguali di giocare con l’arte e di tramutarla in qualcosa di poetico, di mistico, di straordinariamente puro; un gioco infinito di silenzi, il suo, di parole che si rincorrono, di legami che si stringono, sempre più. È il caso del Piccolo libro per Antonio (1989), realizzato con filo e ricamo su 26 carte stampate in xerotipia e poi cucite insieme, quasi a rievocare una delle frasi più belle della Lai: «L’opera d’arte occupa un piccolo spazio, ma come l’atomo, può sconvolgere uno spazio immenso» (stima: 10.000 – 15.000 euro).
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