Frieze Sculpture 2022. Photo by Linda Nylind. Courtesy Frieze and Linda Nylind
Regent’s Park, dal 14 settembre al 13 novembre. Appuntamento consolidato – e sempre puntuale, anche in epoca di funerali regali – con le sculture su grande scala di Frieze Sculpture, la sorella green dei giganti Frieze London e Frieze Masters. A curarla è Clare Lilley, giunta nel 2022 al suo decimo anno consecutivo («È stato un decennio di lavoro meraviglioso», rivelava in una nota, con una menzione speciale al «team di Frieze, agli installatori, alle gallerie e a una serie di artisti eccezionali»). L’obiettivo? Riunire sullo stesso prato, sotto lo stesso cielo autunnale, quello spirito creativo che divampa senza limiti per le strade, in piazza, nelle gallerie cittadine, e poi ancora in fiera, dentro le sale dei musei secolari. Una mostra d’arte pubblica, totalmente gratuita, proveniente dalle maggiori gallerie in giro per il globo.
Ed eccoli i 19 artisti internazionali selezionati per la decima edizione. A partire da Robert Indiana e John Giorno, proposti rispettivamente da Waddington Custot e Almine Rech, le loro opere a mo’ di testi trasmettono messaggi che fondono insieme politica e poesia – l’iconico LOVE in rosso e in blu di Indiana, nel 2011, raggiungeva da Christie’s la quota record di $ 4,1 milioni nel 2011. L’importanza di riunirsi – come comunità e come voce sociale – è trasmessa dalla ricerca di Marinella Senatore (Galleria Mazzoleni), reduce dal suo The Alliance des corps al Palais de Tokyo di Parigi. Opere come Big Time di Emma Hart (The Sunday Painter) indagano poi i concetti di universale e di spirituale, mentre i lavori di Matthew Darbyshire (Herald St) e Jordy Kerwick (Vigo) approfondiscono tematiche di matrice folkloristica, legate alla mitologia.
«Dal 2012», dichiara Lilley, «Frieze Sculpture è passata dall’essere un’esposizione di una settimana a fianco della fiera, a un’importante mostra estiva e ora autunnale per Londra. Ogni anno mi propongo di realizzare una mostra che sia al servizio di una delle fiere d’arte più importanti del mondo, ma anche di coloro che prima d’ora non avevano mai preso in considerazione la scultura». E conclude: «Non esistono due Frieze Sculptures uguali, ma sono tutte un inno alla scultura all’aria aperta».
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