Jean-Baptiste Siméon Chardin (1699-1779), Il cestino di fragole selvatiche, Olio su tela, 38 x 46 cm
Vous apportez le dessert? Lo portate voi il dolce? Sembra che l’invito del Louvre sia arrivato esattamente a destinazione – e oltre, in realtà. Quando nel 2022 Il cestino di fragole di Jean Siméon Chardin andava all’asta da Artcurial, a Parigi, e raggiungeva la quota record di € 24,4 milioni, lo Stato francese rispondeva dichiarandolo tesoro nazionale e concedeva al Louvre due anni per racimolare quella cifra e acquistarlo, con diritto di prelazione (seguivamo la vicenda da vicino su exibart, ve ne parlavamo in questi articoli).
Com’è andata, quindi? C’è un lieto fine. Innanzitutto grazie al colosso LVMH, che da solo ha abbracciato la causa con una donazione da € 15 milioni. Poi un bel ruolo lo hanno giocato la Société des Amis du Louvre e lo stesso Museo, con un contributo muscolare di € 7,8 milioni. A quel punto mancavano € 1,3 milioni, e il Louvre ha lanciato una campagna di raccolta fondi (Vous apportez le dessert? era lo slogan, lo citavamo in apertura) che ha superato ogni aspettativa, con 10.000 donatori singoli e un totale impressionante di € 1,6 milioni (vale a dire una donazione media di € 165).
Risultato: la piramide di fragole di Chardin resta al Louvre. Ma non prima di un tour di tutto rispetto entro i confini, dal Nord al Sud della Francia, un’esibizione in pompa magna di un vero e proprio tesoro nazionale. Farà tappa nella sede del Louvre a Lens, nel nord della Francia, il 21 marzo; transiterà dal Museo delle Belle Arti di Brest a partire dal 2 luglio; poi ancora al museo d’arte Roger-Quilliot, a Clermont-Ferrand, il prossimo 2 ottobre. Ultima fermata: il Louvre, per ricongiungersi agli altri Chardin già inclusi nella collezione. Stavolta, per sempre.
«Desidero ringraziare di cuore i diecimila donatori della nostra campagna “Tous Mécènes” che in tutta la Francia, e spesso per la prima volta, hanno scelto di contribuire a questa acquisizione», commenta Laurence des Cars, Presidente e Direttore del Musée du Louvre. «L’eccezionale mobilitazione di tutti questi amanti del Louvre è un segno particolarmente entusiasta dell’attaccamento del pubblico al nostro patrimonio, all’idea stessa di museo e alla sua promessa di condivisione. Ho quindi voluto che questo meraviglioso capolavoro di Chardin incontrasse tutti i francesi, prima a Lens, poi a Brest e a Clermont-Ferrand, prima di tornare tra le mura del Louvre».
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