È Kim Kardashian la migliore offerente del ciondolo tanto amato da Lady Diana, la Croce Attallah in diamanti e ametista che la principessa sfoggiò a più riprese negli anni ‘80. Anzi – specificano gli esperti – a indossarla fu solo lei. Come quella volta in cui la prese in prestito per presenziare all’evento charity a favore di Birthright nell’ottobre del 1987, abbinata a un abito gotico di Catherine Walker in pendant con quei bagliori violacei. Sotheby’s la vendeva online, con una stima di £ 80.000-120.000, tra gli oggetti di punta della tradizionale Royal and Noble (dal 6 al 18 gennaio). A pochi minuti dal verdetto, durante il fatidico rush finale, un rappresentante di Kardashian avrebbe avanzato la migliore offerta, volando rapido alla cifra di £ 163.800 ($ 197,453).
«Questo è un gioiello audace», rivela alla stampa Kristian Spofforth, Head of Jewellery di Sotheby’s London, «non può non fare una dichiarazione vibrante, sia che si tratti di fede o di moda, o addirittura di entrambi i settori. Siamo lieti che questo pezzo abbia trovato una nuova prospettiva di vita nelle mani di un altro nome celebre in tutto il mondo».
Vi abbiamo già raccontato i dettagli della sua storia (qui). Ramsay Attallah – che ha affidato la croce a Sotheby’s per la vendita – racconta che Lady Diana e suo padre, il londinese Naim Attallah, fossero amici: «Ricordo», rivela, «che lei veniva spesso a trovarlo nello storico negozio Garrard di Regent Street, dove si trovava il suo ufficio, e in diverse occasioni gli chiedeva in prestito il ciondolo: lo amava davvero». E non senza ragione.
La croce Attallah, tutta decorata da dettagli floreali, è un ciondolo creato negli anni ’20 dal gioielliere di corte Garrard. Negli anni ’80 fu acquistato da Naim Attallah, che, forte della sua amicizia con Lady D, le prestò più volte quell’oggetto meraviglioso, per indossarlo negli eventi più eccezionali. Si dice che dopo la tragica morte di Diana, non sia più stata vista in pubblico, né indossata da alcuno. Prima di oggi, perlomeno. Già la attendiamo, scintillante, su chissà quale tappeto rosso in giro per il globo.
Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore
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