Salvador Dalì, Décor de théâtre pour Bacchanale. Courtesy of Bonhams
La più grande opera dipinta realizzata Salvador Dalì è appena stata venduta da Bonhams Cornette de Saint Cyr, a Parigi. E l’acquirente non è un collezionista privato, ma il Dalí Museum di St. Petersburg (Florida, USA). Così Bacchanale del 1939 ha guidato una vendita che includeva dipinti e opere su carta di maestri francesi, belgi e ispano-americani, tra cui Salvador Dalí, Paul Delvaux, Claudio Bravo, Leonor Fini, Jane Graverol, Roberto Matta e Francis Picabia. Il prezzo finale dell’opera? € 254.400. «Il carattere immersivo di questo dipinto, il più grande di Salvador Dalí acquisito dal museo, riflette l’impegno continuo del The Dalí Museum nel preservare e condividere a St. Petersburg l’eredità di Dalí attraverso mostre dinamiche e curate con attenzione», ha dichiarato Hank Hine, Direttore Esecutivo del museo. «Continueremo a sviluppare nuove modalità di coinvolgimento del pubblico, mostrando un’ulteriore dimensione dell’opera di Dalí».
Non una semplice opera: si tratta di un allestimento scenico composto da 13 pannelli in totale, è quello che Dalì stesso definì il suo primo “balletto paranoico-critico”, è qui che riversò tutte le sue idee per un’opera totale – ne scrisse il libretto e progettò scenografia e costumi. La prima rappresentazione avvenne il 9 novembre 1939 al Metropolitan Opera. Léonide Massine fu il primo coreografo a collaborare esclusivamente con Dalí, gli affidò l’intero progetto visivo e narrativo del balletto – libretto, costumi, scenografie e fondale. Dalí realizzò così il modello tra marzo e maggio 1939, e l’allestimento fu prodotto meticolosamente tra fine maggio e agosto 1939 nel laboratorio dei Ballets Russes a Monte Carlo, sotto la direzione di Alexandre Schervachidze.
Dalí supervisionò personalmente tutti i dettagli del sipario e del fondale. Al progetto collaborarono figure di spicco della scena internazionale, come Léonide Massine, coreografo e direttore dei Ballets Russes de Monte Carlo, e Coco Chanel, che progettò parte dei costumi e degli accessori. Mentre la musica era un adattamento dell’ouverture di Tannhäuser di Wagner. Nonostante le difficoltà legate al conflitto europeo (Dalí non poté essere presente e Chanel rifiutò di inviare i suoi pezzi) la prima fu un successo.
Quello che resta oggi – per un totale impressionante di 20 x 30 metri, monumentale – è l’opera più grande dipinta da Dalí. E vanta anche uno straordinario curriculum espositivo: nel 2023, Bacchanale ha incontrato il pubblico per la prima volta al Salón de Arte Moderno (SAM) di Madrid e, nel 2024, al Círculo de Bellas Artes di Madrid come fondale per dieci spettacoli curati da Jaime Vallaure e Tania Arias. Nel 2025 è stato esposto alla Fabbrica del Vapore di Milano. E adesso a Parigi ovviamente, prima della vendita di Bonhams. «Bacchanale, creata da Salvador Dalí per il Metropolitan Opera di New York», spiega Emilie Millon, Direttrice Internazionale del dipartimento di Arte Impressionista e Moderna di Bonhams, «è stata una scenografia eccezionale con una storia ricca e singolare che continua ad affascinare il pubblico da quasi novant’anni. Siamo lieti che sia stata venduta a The Dalí Museum di St. Petersburg per un risultato così straordinario, dopo l’esposizione del fondale negli spazi di Bonhams a Parigi».
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