Ottimi risultati per il Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea di Pandolfini, che chiude le aste dedicate a dipinti e lavori su carta con un totale di oltre 4.5 milioni e percentuali di venduto del 72% (dipinti) e del 61% (works on paper). Il top lot della vendita? Il Concetto Spaziale del 1962 di Lucio Fontana, passato di mano per 1.349.500 euro dopo una bidding battle tra collezionisti collegati telefonicamente. Ma non solo: tra le aggiudicazioni eccezionali, anche un capolavoro Senza titolo di Frantisek Janousek,il massimo esponente del surrealismo céco (300.000 euro), Composizione di Serge Poliakoff, andata per oltre il doppio della stima (206.250 euro), e ancora Bosco con fagiani e pappagalli di Antonio Ligabue, che ha trovato casa per 336.900 euro («Un giorno vedrete quanto costeranno i miei quadri», prediceva l’artista – e aveva proprio ragione).
Grande interesse anche per un altro lavoro del pittore naïf, un piccolo olio su compensato dal titolo Cervo, venduto per 56.250 euro, mentre moltiplica le valutazioni iniziali Giorgio De Chirico con la veduta Venezia (Palazzo Ducale), che chiude a quota 125.000 euro – e fa bene anche con Musa inquietante (32.500 euro) e Cavallo policromo (16.250 euro). Ben tre Piero Dorazio raggiungono tetti di 137.500, 55.000 e 43.750 euro, e ancora Gli inediti del Filosofo di Achille Perilli, da poco scomparso, triplica la richiesta e trova un acquirente per 72.500 euro.
Ma passiamo a un altro capitolo importante della selezione di Pandolfini, quello dedicato alle opere su carta – un medium che avvicina al mondo delle aste un collezionismo estremamente variegato. Ed ecco che a sfilare sotto il martello della maison sono grandi nomi come Amedeo Modigliani, che con il suo Ritratto dedicato a Lysa in mina, piombo e carboncino totalizza 42.500 euro, così come Tancredi Parmeggiani, il cui pastello Senza titolo, 1955, si ferma a 37.500 euro. Buon successo anche per Giacomo Balla, con esemplari come Linea di velocità + Vortice (35.000 euro), Linea di velocità + Vortice + Cielo (35.000 euro) e Studio di volumi (15.000 euro), mentre un’iconica Natura morta di Giorgio Morandi – ma a matita, dicevamo, ben più accessibile dei suoi equivalenti su tela – chiude le danze con 20.000 euro.
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