Categorie: Mercato

Le vendite della seconda edizione di Art Basel Online Viewing Rooms

di - 24 Giugno 2020

Si avvia a conclusione la seconda edizione di Art Basel online. Dopo l’esperienza di Art Basel Hong Kong, online con alti e bassi, sembra che la situazione sia migliorata in questa edizione estiva, che sostituisce la fiera di Basilea.

Dalle segnalazioni dei galleristi si denota un classico meccanismo, tipico anche delle fiere dal vivo: vendite rapide ai clienti VIP nelle prime ore del mattino dell’opening e una costante diminuzione degli affari con il passare dei giorni.

Durante il primo giorno dell’anteprima virtuale, 282 gallerie hanno presentato ai VIP oltre 740 milioni di dollari di opere d’arte attraverso la viewing room online di Art Basel. Tali somme potrebbero riflettere la crescente fiducia dei rivenditori nella piattaforma della fiera, che ora consente il caricamento di video, il salvataggio e la condivisione di opere o la scelta delle gallerie preferite e altri modi per filtrare le sale di visualizzazione e i loro contenuti.

Per quanto riguarda le vendite emergono dei numeri significativi. Chissà se la dimensione online delle fiere non continuerà ad accompagnarci anche dopo l’emergenza Covid-19.

Chi ha venduto ad Art Basel online

La Gladstone Gallery ha trovato un acquirente per il dipinto di Keith Haring con un prezzo richiesto di 4,75 milioni di dollari, e David Zwirner ha venduto il Balloon rosso ciliegia di Jeff Koons per 8 milioni, un record di vendite online per la galleria.

Hauser & Wirth ha venduto un dipinto di Mark Bradford per 5 milioni di dollari; una serie di 36 stampe del 2007 di Louise Bourgeois per un prezzo intorno ai 1,5 milioni di dollari; un nuovo dipinto di George Condo, Diagonal Evolution (2020), per 1,4 milioni; e un dipinto senza titolo di Ed Clark del 1972 per 1,2 milioni. La galleria ha anche venduto Untitled Broken Crowd (2019), un’opera di Rashid Johnson, per 500mila dollari a una fondazione latinoamericana; due nuove sculture di Simone Leigh, una per 325mila e l’altra per 110mila dollari, entrambe promessi ai musei americani.

Louise Bourgeois, The Fragile, 2007. © The Easton Foundation/VAGA at ARS, NY. Photo by Christopher Burke. Courtesy of the Foundation and Hauser & Wirth.

Oltre alla scultura di Koons da 8 milioni di dollari David Zwirner ha venduto Pastel (1991), un’opera su carta di Joan Mitchell, per oltre 1 milione di dollari; un dipinto di Josef Albers per 1 milione; una grande scultura di forme nere contorte di Carol Bove, Tragic Deviousness (2020), per 750mila dollari; il dipinto di Neo Rauch, Im Turm (2019) per 500mila dollari; e un’installazione di cinque fotografie che Wolfgang Tillmans aveva ideato per Unlimited, il settore della fiera dedicato alle grandi opere, vendute per 500mila dollari a una collezione in Asia.

Gagosian ha venduto un nuovo dipinto di Jia Aili, Mountain and Line (2020), per 350mila dollari; un lavoro di Mary Weatherford, Heaven’s Gate (2020), per 310mila dollari; un dipinto senza titolo Katharina Grosse del 2020 per 195mila dollari; un’opera di Ed Ruscha su carta, FACTORY BUBBLE (2020), per 95mila dollari; e il dipinto di Sarah Sze, Still Dusk (2020) per 85mila dollari.

Tra le liste spuntano due nomi italiani: Lévy Gorvy ha venduto una scultura di Enrico Castellani del 2006, Superficie argento per 150mila dollari; mentre Bortolami ha venduto per 65mila dollari Untitled di Claudio Parmiggiani del 2019.

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