Dopo le Ninfee di Claude Monet, una Danseuse di Edgar Degas e la Nature morte di Paul Cézanne, Sotheby’s annuncia la vendita di un’altra opera straordinaria. Si tratta di Jeune Fille Assise, Les Cheveux Dénoués un riconoscibilissimo ritratto di Amedeo Modigliani che la maison presenta come «uno dei migliori esempi di opere tardive dell’artista ancora in mani private». Sfilerà all’asta il prossimo 12 maggio, alla Impressionist & Modern Art Evening Sale di New York, con una stima di $15-20 milioni.
Modigliani lo realizzò nel 1919, in Costa Azzurra, dove si era trasferito da circa un anno con la compagna Jeanne Hébuterne. Jeune Fille Assise, Les Cheveux Dénoués – una tela di 100 x 64 cm – riassume in un unico dipinto tutti i tratti dello stile di Modì: il collo e la testa allungati, gli occhi a mandorla, vacui, quell’inspiegabile senso di calma che lo accomuna a ritratti come Jeune homme roux assise del 1919 (venduto da Christie’s nel 2014 per $17,3 milioni) e Jeune fille assise en chemise del 1918 (aggiudicato, sempre da Christie’s, per $15 milioni).
C’è una ragazza seduta su una sedia che tiene una mano in grembo e con l’altra si sfiora i capelli. Nessuna provocazione, nessuna malizia in questa fille senza sguardo. A cosa pensa, mentre posa per l’artista? Che cosa si nasconde dietro a quello sguardo che non c’è? «Le sue tele sono tutte improntate a grande distinzione», scriveva di lui Maurice de Vlaminck. «Il grossolano, la banalità, la volgarità ne sono escluse».
È il catalogo dell’asta a cogliere gli echi di un’arte di cui Dedo era profondo conoscitore. «La posizione delle braccia della donna», leggiamo al lotto n.1023, «ricorda le posture manieriste rese popolari da Botticelli ed El Greco, visibili in opere come la Nascita di Venere e La Penitente Maria Maddalena». E scopriamo ancora Ossip Zadkine, Jacques Lipchitz e Constantin Brancusi in quelle forme semplificate, tutti contemporanei all’artista, in un continuo alternarsi di influenze presenti ed passate.
Siamo lontani dal record d’asta di Modì (Nu-couché, 152 milioni da Christie’s nel 2015), è vero, ma non è difficile capire perché Sotheby’s lo annunci come uno dei migliori ritratti tardivi dell’artista. Diamo uno sguardo al suo curriculum espositivo: già un decennio dopo la sua realizzazione, nel 1930, il mecenate Roger Dutilleul lo prestò alla Biennale di Venezia, dopo averlo acquistato direttamente da Modigliani; lo ritroviamo poi nelle grandi mostre in giro per il mondo, dal Museum of Modern Art di New York (1955) – dove era intitolato Fillette blonde en bleu – fino alla straordinaria retrospettiva alla Tate di Londra nel 2017, passando per la Tokyo Art Gallery e la Kunsthaus di Zurigo.
È appartenuto, tra gli altri, al mercante d’arte Sam Salz (dopo il 1930), poi ad Acquavella Galleries (nel 1995), che la vendette a sua volta al magnate Theodore Forstmann. A questo punto, passò di mano a una non meglio identificata “collezione privata in Svizzera”, l’ultima proprietaria prima della vendita di Sotheby’s. Appuntamento al 12 maggio, a New York, per scoprire i numeri della prossima aggiudicazione.
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