14 aprile 2021

Cézanne, Degas e Monet sotto il martello di Sotheby’s

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Sotheby's svela gli highlights della "Impressionist & Modern Art Evening Sale" di maggio, da una ballerina di Degas a una natura morta di Cézanne

È in arrivo Impressionist & Modern Art Evening Sale, la vendita di Sotheby’s che il prossimo 12 maggio, a New York, vedrà sfilare capolavori di artisti come Paul Cézanne, Edgar Degas e Claude Monet.

Sono quattro i titoli resi noti dalla maison nelle ultime ore, tutti provenienti dalla stessa “exquisite private collection”, ma al momento non conosciamo l’identità precisa del venditore. Che si tratti del filantropo Tristram Colket, come riportato da Artnet? Defunto l’anno scorso, era il nipote di John T. Dorrance, l’inventore della famosa Campbell’s Soup.

Cézanne, Nature morte: pommes et poires (1888-1890 ca)

Una natura morta concepita intorno al 1888 guida il nostro gruppo di dipinti: una composizione semplice, essenziale, e insieme straordinariamente complessa per i suoi equilibri tutt’altro che casuali, che nel 2003 è andata all’asta da Sotheby’s per $8,7 milioni. La stima attuale? Una cifra compresa tra i $25 e i 35 milioni, per un’opera che appartenne nientemeno che al mercante Ambroise Vollard.

Nature morte: pommes et poires, è questo il soggetto del dipinto. I frutti, abbandonati sul tavolo, sembrano sovrapporsi, richiamarsi l’un l’altro, e danno vita a un dialogo silenzioso, armonico, animato da pennellate sempre vive. O da «distinzione e forza», per dirla come il pittore.

«Cézanne disponeva i frutti, contrapponendo i toni l’uno all’altro, facendo vibrare i complementari, bilanciando i frutti come voleva lui», scriveva John Rewald nella sua biografia sull’artista, riportando le parole di Louis le Bail. E ancora: «Metteva in questo compito la più grande cura e molte precauzioni; si indovinava che era una festa per lui».

Ed ecco che l’attenzione dello spettatore si concentra tutta su di loro, su quelle mele e pere geometriche e quasi scolpite dal colore: non ci sono stoffe, oggetti, nemmeno uno sfondo a distogliere lo sguardo; solo un tavolo e un piatto che, anonimi, accolgono inermi i sei frutti sparsi, in un continuo alternarsi di tonalità uniformi e improvvisi eccessi di luce.

Paul Cézanne, Nature morte: pommes et poires. Courtesy of Sotheby’s

Edgar Degas, Danseuse (1885-1890 ca)

È Edgar Degas il secondo artista della nostra ricognizione, un pastello che rispecchia «un maggiore senso di libertà nel suo lavoro» e «gli permise di spargere e mescolare manualmente il pigmento in tutta la composizione, come testimoniato qui intorno al tutù della ballerina» (Sotheby’s). Danseuse, è questo il titolo dell’opera, e tanto basta a introdurci in un mondo – il teatro – che segnò per sempre la sorte del suo autore.

Proprio lì, tra quella confusione, Degas studiò le danzatrici che si esibivano in scena, le ritroviamo – tra i tantissimi esempi – nel pastello Danseuse au bouquet (1877) al Musée d’Orsay; ma si interessò anche a quelle sullo sfondo, che si intravedevano dietro alle teste de Gli Orchestrali, proprio come nel quadro esposto a Francoforte alla Städelsches Kunstinstitut und Stadtische Galerie (1872); e soprattutto alle Ballerine dietro le quinte, frenetiche, colte quasi per caso, come le protagoniste dell’opera al Museo Puškin di Mosca (1895).

Sarebbe Marie van Goethem, secondo gli esperti, la giovane ritratta nel pastello di Christie’s – la stessa étoile che, qualche anno prima, aveva posato come modella per il bronzo Petite danseuse de quatorze ans. Degas la rappresenta solitaria, isolata, in una prospettiva che si allontana dalla resa occidentale e attinge piuttosto alle stampe giapponesi su legno, tanto in voga nella Parigi del tempo. Danseuse è appartenuta per quasi 70 anni al Museum of Fine Arts di Boston. Sarà in vendita all’Evening Sale di maggio, a New York, con una stima di $10-15 milioni.

Edgar Degas, Danseuse. Courtesy of Sotheby’s

Claude Monet, La Seine à Lavacourt, Débâcle (1880) e Fleurs dans un pot (1878)

Arriviamo infine a due splendide tele di Claude Monet, La Seine à Lavacourt, Débâcle (stima: $6-8 milioni) e Fleurs dans un pot (Roses et brouillard) (stima: $4-6 milioni). La prima, dipinta en plein air nel 1880, ha fatto parte della collezione di George Vanderbilt II ed è stata appesa alla Baltimore Estate di Asheville. Monet la realizzò durante uno degli inverni più freddi mai registrati in Europa, tra il 1879 e il 1880, per catturare il gelo e il disgelo della Senna e consegnare i suoi colori alla Storia – oltre che a musei come il Louvre e il Kunstmuseum Bern, dove sono custoditi altri quadri della serie.

Fleurs dans un pot (Roses et brouillard), dal canto suo, è datata 1878, e incarna un raro esempio di natura morta floreale dell’artista. Anche qui non potevano mancare ex proprietari illustri: è il caso di James F. Sutton, fondatore della casa d’aste American Art Association, e del collezionista americano Ogden Phipps. Alla Impressionist & Modern Art del novembre 2002, da Sotheby’s, Fleurs dans un pot venne aggiudicata per $3,089,500. Chi sarà il prossimo acquirente?

Claude Monet, La Seine à Lavacourt, Débâcle. Courtesy of Sotheby’s
Claude Monet, Fleurs dans un pot (Roses et brouillard). Courtesy of Sotheby’s

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