Categorie: Mercato

‘New Entries’ ad Artissima. Intervista alla galleria Matèria

di - 1 Novembre 2019

Aperta a Torino la 26edizione di Artissima, la fiera italiana dedicata esclusivamente al contemporaneo. Con una selezione di 208 gallerie provenienti da tutto il mondo – dalle realtà affermate a quelle emergenti – la fiera include gallerie provenienti da 43 Paesi. ‘Main Section’, ‘New Entries’, ‘Present Future’, ‘Back to the Future’, ‘Dialogue’, ‘Disegni’, ‘Art Spaces & Edition’ sono le sezioni di cui si compone.

Tra le proposte della sezione ‘New Entries’, abbiamo intervistato la galleria romana Matèria. Niccolò Fano, suo fondatore, ha risposto per noi ad alcune domande.

Artissima: in quale momento della vostra storia arriva? Quale percorso vi ha portato qui?

«Artissima arriva dopo quattro anni, grazie ad un programma fitto di mostre in galleria, progetti esterni e numerose fiere in Italia e all’estero. Artissima è un riconoscimento fondamentale che conferma la validità delle nostre scelte e degli sforzi fatti da chi rende viva la galleria e dagli artisti che ne fanno parte»

Attraverso quale criterio scegliete gli artisti da rappresentare? E quale progetto presentate ad Artissima?

«La scelta dell’artista – partendo dal presupposto della validità del lavoro – è molto spesso legata alle qualità umane e alla volontà di condividere un progetto comune. Le motivazioni e il rapporto umano diventano pertanto fondamentali, come lo sono le idee, la pazienza e la visione a lungo termine. Un rapporto solido basato sulla fiducia diventa pertanto fondamentale, spesso sono i miei stessi artisti a indirizzarmi verso nuovi profili e mi confronto sempre con loro in previsione di una scelta finale. Il progetto allestitivo concepito per lo stand di Artissima, rende vibrante l’accostamento tra le opere di Mario Cresci e Marta Mancini, artisti molto distanti tra loro, i quali si trovano a dialogare in una dimensione espositiva paritaria e euritmica, specchiante e concettualmente circolare. La galleria ambisce così a portare in ambito fieristico la pregnanza e il respiro di progetti solitamente ideati per gli spazi, più grandi e articolati, di una galleria»

I più recenti dati sul mercato internazionale dell’arte indicano una riduzione del volume delle vendite, mentre l’indice generale dei prezzi risulta aumentato. Il mercato si contrae, la domanda cresce. Qual è la vostra impressione in merito?

«La democratizzazione del ruolo dell’artista e la soglia bassissima di competenze richieste per l’entrata nel mondo dell’arte ha permesso la proliferazione globale dell’opera in vendita e l’arbitrarietà di valore che non sempre trova chi è disposto ad accogliere tale offerta a livello di collezionismo. È inoltre fondamentale fare una distinzione tra volume di vendite ed il mercato di alto livello che non vede contrazioni bensì un incremento vertiginoso dei prezzi di vendita (molto spesso all’asta) dei “grandi’’ artisti»

Il mercato è entrato nella sua era internet, e i dati lo dimostrano, con un aumento dell’11%. Quali sono le vostre strategie da questo punto di vista?

«Nonostante non sia ancora diventato un elemento solido su cui fare affidamento, abbiamo avviato delle partnership mirate con le piattaforme leader nel mercato ottenendo discreti risultati. Nonostante l’incremento di questa fetta di mercato ritengo che l’acquisto offline rimarrà sempre la modalità principale su cui poter fare affidamento»

Come descrivereste la situazione del mercato di Roma e in Italia? Con quale tipo di collezionisti vi confrontate? Come pensate potrebbe cambiare dopo Artissima?

«Roma rimarrà sempre una piazza difficile per il contemporaneo, uno specchio della città stessa. Pertanto differenziare ed avere una visione internazionale diventa fondamentale per una galleria giovane come la mia. Artissima rappresenta un passo importante per il consolidamento di un percorso ambizioso che spero possa continuare ad evolversi grazie all’ottimo lavoro portato avanti dall’organigramma della fiera, che garantisce a chi partecipa l’apertura di numerose opportunità in Italia e all’estero»

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