Antonio Ligabue, Autoritratto triste (dettaglio). Courtesy: Pandolfini Casa d'Aste
Ci sono i grandi nomi dellâarte moderna e contemporanea allâasta da Pandolfini, a Milano. Da Picasso a Botero, fino a de Chirico, Burri e Guttuso. E ovviamente, lâimmancabile Ligabue, che ha ormai una consolidata storia di record presso la casa dâaste. Andranno tutti in vendita il 13 novembre a Milano, in via Manzoni. Ecco unâanteprima di alcuni lotti speciali.
Unâeccezionale opera di Giorgio de Chirico si distingue in catalogo, Ăš La grande torre della prima metaÌ degli anni Settanta, la fase matura in cui lâartista riprende i suoi temi piuÌ iconici e li reinterpreta con nuova intensitaÌ (stima ⏠80.000/120.000). «La torre, tema ricorrente nella pittura dechirichiana», si legge sul catalogo di Pandolfini, «Ú simbolo di isolamento e di tensione verso lâalto, ma anche di memoria architettonica. Essa condensa il senso di una classicitĂ reinventata, sospesa tra lâantico e il moderno. Come scrisse Ardengo Soffici nel 1914 sulla rivista Lacerba: âGiorgio de Chirico esprime, come nessun altro ha saputo fare, la struggente malinconia della fine di una bella giornata in una vecchia cittĂ italiana, dove, in fondo a una piazza solitaria, oltre la sequenza di logge, portici e monumenti del passato, sbuffa un treno [âŠ] oppure unâalta ciminiera di fabbrica innalza fumo verso il cielo terso.â Questa descrizione, benchĂ© riferita alle opere giovanili, rimane perfettamente aderente anche alla poetica della Torre: la stessa malinconia, lo stesso silenzio metafisico che trasforma lâarchitettura in sentimento. Nella luce ferma e irreale del dipinto, la torre appare come un monumento immobile al tempo interiore. Le tinte fredde e i contrasti netti tra i piani di colore, rossi, blu e ocra, costruiscono una geometria poetica, in bilico tra sogno e architettura ideale».
Ad affiancare La Torre, altre due opere su carta dellâartista raffiguranti Piazza dâItalia e Cavalli, cavaliere e viandante. Ovviamente presente Ligabue, Pandolfini offre lâAutoritratto triste proveniente dalla Collezione di Bruno Bertacchini, amico ed estimatore del maestro, e con un importante curriculum espositivo e bibliografico alle spalle. La stima? ⏠50.000/90.000. E non mancano i grandi maestri del â900: come Renato Guttuso, splendida la sua Finestra e tavolo da lavoro del 1961, chiaro omaggio dellâartista siciliano al coetaneo Giorgio Morandi (stima ⏠50.000/80.000). «Tra i collage di giornale e il disordine degli oggetti, compare il volto di Giorgio Morandi», riporta il catalogo dellâasta, «circondato da oggetti che alludono alle celebri nature morte dellâartista emiliano, come bottiglie, ciotole e contenitori ma riletti nella tipica chiave espressionistica e gestuale di Guttuso, rompendo la placida tranquillitĂ della poetica morandiana. Il colore si accende in contrasti duri, linee energiche e impulsive conferiscono dinamicitĂ alla rappresentazione e la materia si addensa generando una densitĂ espressiva che anima lâintera composizione».
Diverse anche le opere della metaÌ del XX secolo come Combustione di Alberto Burri, del 1964, la stima Ăš di ⏠40.000/70.000. Sempre degli anni â60, in catalogo anche Composizione, unâopera che appartiene a un momento decisivo del percorso di Giulio Turcato. La tela, proposta in catalogo con una stima di ⏠15.000/25.000, si presenta come una distesa compatta e densa, animata da increspature e accensioni cromatiche che affiorano da una materia scura e corposa. Interessanti, anche i lavori dei piuÌ contemporanei Gino De Dominicis, Salvo, Mimmo Paladino e Enzo Cucchi. Presente anche la grande scultura, dal Cardinale in piedi di Giacomo ManzuÌ (⏠25.000/35.000) al Cestino della Discordia di Bertozzi&Casoni (⏠8.000/12.000) fino a Californiana Nana di Niki de Saint Phalle (⏠12.000/20.000). Per chiudere, non mancano gli artisti di calibro internazionale, come nel caso di Ritratto di Fernando Botero, in asta con una stima di ⏠150.000/250.000.
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