Courtesy Sotheby's / ArtDigital Studio
L’interior designer dietro ad alcuni degli ambienti più sontuosi in giro per il globo, dall’Hotel La Mamounia di Marrakech all’Hotel Costes di Parigi. Il nome che, di recente, ha fatto il giro del mondo per la Villa Elena di Noto, set privilegiato – a dir poco sontuoso – della seconda stagione della serie americana The White Lotus. È Jacques Garcia, dal 1992, il proprietario di Champ de Bataille, il castello del XVII secolo che vanta il più grande giardino privato d’Europa. La Versailles normanna, come lo chiamano alcuni. Lo progettò nientemeno che Louis le Vau, l’architetto di Versailles, ma nel corso degli ultimi tre decenni Garcia lo ha restaurato e lo ha popolato dei più regali degli oggetti d’arte – inclusi quelli appartenuti a Luigi XV e Luigi XVI, Maria Leszczynska e Maria Antonietta, a Guglielmo III e Maria II d’Inghilterra, fino a Napoleone Bonaparte e alla famiglia Rothschild. Regali, si diceva non a caso. Ora Sotheby’s annuncia l’asta di 75 di quei tesori preziosi, in calendario a Parigi il prossimo 16 maggio. L’obiettivo? Preservare l’eredità dell’edificio, restaurarlo per le generazioni a venire.
«Il potere delle residenze eccezionali», rivela alla stampa Mario Tavella, Président of Sotheby’s France, Chairman of Sotheby’s Europe, «risiede nella sensazione indimenticabile che rimane a chi le ha visitate. Come tutte le creazioni di Jacques Garcia», spiega ancora, «Champ de Bataille è un luogo memorabile. Questo ambiente lascia un segno indelebile fin dal primissimo sguardo, dallo shock iniziale per la sua bellezza allo stupore quando ci si rende conto dell’enorme sforzo che è stato compiuto per la sua costruzione e ristrutturazione. In nessun luogo è più evidente la maestria di Garcia nel creare atmosfera».
Ed eccoli i lotti altisonanti dell’incanto di primavera. Ci sono due poltrone parigine e un canapè, probabilmente ordinati per il boudoir turco di Maria Antonietta a Fontainebleau (ciascuno stimato per € 400.000-600.000). C’è una consolle del parigino Adam Weisweiler, che riunisce in modo magistrale materiali come la lacca giapponese e la porcellana (stima: € 1-2 milioni). Ma anche un letto realizzato – così si tramanda – per il matrimonio di Napoleone Bonaparte con l’imperatrice Maria Luisa nel 1810, con un medaglione che celebra con sfarzo l’unione delle due dinastie (stima: € 100.000-200.000).
Non finisce qui. «La vendita», anticipano dalla maison, «presenterà il più importante gruppo di Sèvres mai apparso sul mercato, a partire da una coppia di vasi con decorazioni di ispirazione turca del 1773, le cui composizioni sono state ispirate dal pittore Jean-Baptiste Le Prince – e riflettono la mania del tempo di trasporre opere d’arte alla moda su vasi destinati alla corte reale (stima: € 200.000-300.000)».
Appuntamento al 16 maggio, con i tesori senza tempo di Champ de Bataille.
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