L’asta serale di Phillips dedicata all’arte contemporanea e del XX secolo si è conclusa la scorsa settimana con £24,8 milioni ($34,2 milioni), il 94% del venduto per valore e il 91% per lotto. In altre parole? Un traguardo che «supera il totale dell’anno scorso del 17%», commenta Olivia Thornton, Head of 20th Century & Contemporary Art, in riferimento alla vendita analoga – ma in presenza – del febbraio 2020. Top lot dell’incanto una tela di 204.5 x 210.5 cm di Jean Dubuffet, La féconde journée (1976), battuta da Phillips per £4,378,500 ($6.039.265) – oltre il doppio della sua stima alta iniziale.
Diamo uno sguardo ravvicinato ad alcuni lotti che, in streaming da Londra, New York e Hong Kong, hanno sfilato sotto il martello della maison (qui il catalogo completo). Ottima performance, dicevamo, per la tela di Dubuffet, che moltiplica la stima di £1,500,000-2,000,000 – pur mantenendo le distanze dal record di quasi $25 milioni. Proviene dalla serie Théâtres de mémoire, con quelle opere realizzate a partire dal 1975 che «insistono sulla confusione, sulla ricchezza delle nostre percezioni. Sottolineano l’instabilità delle cose» (Gilbert Lascault). La féconde journée, in particolare, è stata esposta alla Pace Gallery di New York, nel 1977, e al Centre Pompidou di Parigi, nel 2001, in occasione dei 100 anni dalla nascita di Dubuffet.
Al secondo posto, sul podio di Phillips, troviamo Scramble: Ascending Spectrum / Ascending Green Values (1977) di Frank Stella, un esempio maturo dei suoi riconoscibilissimi quadrati concentrici. «Il loro effetto semplice, quasi un potere paralizzante», diceva l’artista, «divenne una sorta di “controllo” contro il quale poteva essere misurata la mia crescente tendenza negli anni ’70 a essere stravagante». Li ritroviamo qui, su scala eccezionalmente grande, a ripetere quel ritmo, a esercitare quell’iconico “controllo” che ingloba lo spettatore in un vortice di colori. Scramble ha trovato un nuovo acquirente per £2,866,000 ($3,953,074).
Ex aequo, sul secondo gradino, per uno splendido esemplare del Color field di Mark Rothko, Untitled (Black Blue Painting), eseguito nel 1968. È l’anno del suo aneurisma all’aorta, quello che lo portò a fare testamento, a redigere un inventario meticoloso, a donare nove tele alla Tate; ed è l’anno in cui il suo medico gli consiglia di concentrarsi su lavori di dimensioni ridotte, motivo per cui – come in questo caso – dà vita a diverse opere su carta. Untitled passa di mano alla 20th Century & Contemporary Art Evening Sale per £2,866,000 ($3,953,074). Il precedente proprietario lo aveva acquistato da Phillips nel novembre 2018 per $4,2 milioni.
Medaglia di bronzo, infine, per Banksy, il writer misterioso che proprio a marzo, da Christie’s, ha raggiunto il record di £16,8 milioni con Game Changer. La sua Gas Mask Boy del 2009, stavolta, ha totalizzato £2,200,500 ($3,035,150), senza tuttavia valicare le stime iniziali di £1,800,00 – 2,500,000. Nella sua descrizione, l’esperto di Phillips Matt Langton si concentra sulla resa della gas mask, che riflette un mondo pieno di colori, fiori, gioia, innocenza, ottimismo, in profondo contrasto con il soggetto dell’opera. Ma non ci stupisce: «L’arte», sostiene Banksy, «deve confortare il disturbato e disturbare il comodo».
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